Ingannare l’olfatto degli insetti per difendere le colture

Ingannare i meccanismi sensoriali degli insetti, l’olfatto in particolare, per preservare le colture. È l’oggetto di una tesi di dottorato che potrebbe offrire una nuova soluzione innovativa e sostenibile per difendere le colture dagli attacchi degli insetti fitofagi.

La tesi, sviluppata dal ricercatore Alberto Maria Cattaneo in collaborazione tra la Fondazione Edmund Mach (Fem) di San Michele all’Adige, in Trentino, e l’Università di Milano, è stata costruita quindi alternando esperimenti molecolari e studi elettrofisiologici condotti direttamente sulle antenne degli insetti.

Un elaborato che è valso a Cattaneo il premio Giovanni Binaghi della Società italiana di entomologia.

In particolare, la tesi di dottorato ha cercato di indagare i meccanismi olfattivi di alcuni insetti infestanti delle colture trentine, come la Carpocapsa del melo e la Tignoletta della vite.

La Carpocapsa è una delle minacce più pericolose e dannose per le Pomacee; le sue larve danneggiano direttamente i frutti, provocando gravi perdite produttive, sia nella qualità che nella quantità.

tignoletta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tignoletta della Vite è in genere diffusa in tutta Italia ma soprattutto nelle regioni centro-meridionali più calde. Le larve della prima generazione attaccano i grappolini fiorali, provocando danno sopportabili e mai massicci. Le larve della seconda generazione, invece, sono più pericolose perché si nutrono degli acini, entrandovi e svuotandoli.

Secondo il lavoro sviluppato da Cattaneo potrebbe nascere una nuova tecnica capace di difendere le colture dall’attacco di questi insetti.

Grazie all’utilizzo di alcune sostanze naturali, infatti, è possibile ingannare l’olfatto dei fitofagi, provocando una sorta di reazione di disgusto alle piante. Appena i recettori olfattivi presenti sulle antenne vengono a contatto con queste particolari sostanze, l’informazione inviata al cervello subisce un’interferenza, spingendo l’animale ad allontanarsi in modo naturale.

Come spiega Alberto Maria Cattaneo: “Conoscere questi meccanismi permette di individuare dei target biologici su cui agire, quindi di trovare nuovi sistemi di difesa delle piante e di controllo dei parassiti basati su sostanze naturali e che siano sempre più specifici e a basso impatto ambientale“.

Fonti:

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2016/06/18/news/premio-binaghi-a-una-ricerca-sui-parassiti-di-vite-e-melo-1.13686316

http://www.ansa.it/trentino/notizie/2016/06/17/inganno-olfatto-insetti-preserva-colture_34ac9ec6-7968-4528-a375-df3f52240372.html

http://www.agraria.org/entomologia-agraria/tignoletta-della-vite.htm

http://www.agraria.org/entomologia-agraria/carpocapsa.htm

 

 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *