Fipronil nelle uova: allevatori incolpevoli. E la Coldiretti pensa a un marchio ad hoc

Segnalazioni a Roma, Viterbo e Ancona. Stabilimenti messi sotto controllo dai Nas in Abruzzo. Sequestri a Salerno e interruzione degli allevamenti in Emilia Romagna. Dopo le rassicurazioni delle prime ore, il caso Fipronil nelle uova scoppia con forza anche in Italia.

Il principio attivo (fluocianobenpirazolo il nome completo), utilizzato in formulazioni insetticide, veniva individuato a fine luglio in numerosi allevamenti olandesi di galline ovaiole. Un’azienda olandese, senza informare adeguatamente gli acquirenti, aveva propinato il prodotto a centinaia di allevamenti nordeuropei. Dal momento che, se assunto in quantità molto elevate, il fipronil può causare alcuni disturbi fisici (ipereccitabilità, irritabilità, tremori, letargia e convulsioni), è scattato il panico tra i consumatori.

Dopo i casi italiani, c’è chi ha provato a correre ai ripari, come la Coldiretti, che ha annunciato un marchio “Fipronil Free” per le uova sicure. Ma l’idea suscita dubbi.

Marchio ‘Fipronil Free’, l’annuncio di Coldiretti Toscana

Un bollino “Fipronil Free” da applicare ai prodotti italiani per tranquillizzare i consumatori italiani. Questa l’idea lanciata da Coldiretti Toscana per scongiurare il panico e la riduzione degli acquisti di prodotti da allevamenti di ovaiole:

«Considerata la situazione attuale dovuta all’emergenza Fipronil – scrive l’associazione su Facebook –conl’obiettivo di assicurare al consumatore un prodotto sano e salubre e di tutelare i produttori di uova da consumo che intendono garantire le proprie produzioni nei confronti di comportamenti illegali, è stato avviato un controllo a tappeto su tutti i singoli capannoni di galline ovaiole allo scopo di certificare, attraverso laboratori accreditati, l’assenza di contaminazioni».

Un’idea, quella di Coldiretti, per combattere “allarmismi”, garantendo a consumatori e produttori la trasparenza necessaria. I produttori italiani, spiega l’associazione, svolgono già tutti i controlli necessari sulle uova. Non ci sarebbe, dunque, nulla da temere.

Marchio ‘Fipronil Free’: i dubbi delle associazioni di categoria

Cia-Agricoltori Italiani ha però frenato sulla proposta Coldiretti:

«L’eventuale introduzione di una certificazione Fipronil free sarebbe controproducente e dannosa.Bisogna, piuttosto, in accordo con il Ministero delle Politiche agricole, migliorare le attuali procedure di vigilanza e di controllo pubblico previste dalla legge».

La confederazione ricorda inoltre come l’insetticida sia già illegale. Rendendo quindi l’eventuale certificazione “insensata”, un provvedimento che non apporterebbe “benefici a nessuno”.

Alla Cia fa eco Federalimentare che tramite il presidente, Luigi Scordamaglia, fa sapere che “ha poco senso rincorrere emergenze con norme nazionali; i controlli devono funzionare con regole comunitarie”.

Fipronil nelle uova: 20 milioni di danni al comparto

Nel frattempo, l’Informatore Agrario ricostruisce con attenzione la vicenda Fipronil. A partire dalla conta dei danni, che sarebbero ingenti. Solo in Belgio si superano abbondantemente i 10 milioni di euro, arrivando addirittura a 20 milioni secondo alcune stime. A snocciolare i dati, Alain Masure, direttore del Centro studi della Federazione dell’agricoltura in Vallonia.

Sarebbero inoltre una cinquantina le aziende ancora ferme nel Paese, per un totale di 86 imprese che hanno dovuto sospendere le attività per periodi di tempo più o meno lunghi, a partire da giugno. In Olanda, le aziende bloccate sono arrivate invece a circa 196. Sono stati proprio gli allevatori, quindi, a subire i danni principali dallo scandalo. Allevatori che, ingiustamente, sono stati accusati di aver causato il problema.

Come ricostruisce la rivista, infatti,l’azienda olandese che ha venduto agli allevamenti il prodotto illecito avrebbe nascosto la verità sulla sua formulazione. Gli acquirenti sono stati tenuti all’oscuro del fatto che al Dega-16 – insetticida autorizzato dagli organi competenti – era stato aggiunto il Fipronil.

L’insetticida, inoltre, non era stato solo propinato come un rimedio ‘miracoloso’ contro pulci e zecche. L’azienda rivenditrice prometteva anche il taglio di altri formulati chimici impiegati, meno stress per gli animali e un taglio dei costi. Una scelta che, agli occhi degli allevatori ignari, era un’ottima opportunità per tutelare se stessi, ma anche l’ambiente e la salute animale.

Ecco perché le accuse loro rivolte sarebbero ingiuste. Come ha spiegato Masure:

«La sospensione delle attività ha colpito tutte le tipologie d’imprese, piccole e grandi, anche aziende bio. Abbiamo anche sentito dire che con il bio certe cose non succedono, ma il Dega-16 è autorizzato per gli allevamenti biologici. La polemica sulla tipologia di allevamento poi è totalmente fuori dal mondo, perché ha riguardato tutte le categorie di produzione, a terra come in gabbia».

FONTI:

http://www.105.net/news/tutto-news/237250/uova-contaminate-arriva-il-marchio-fipronil-free-sui-prodotti-italiani.html

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-08-21/uova-fipronil-nas-trovano-due-campioni-contaminati-123953.shtml?uuid=AEOgERFC

https://www.agi.it/cronaca/firpronil_uova_contaminate_italia-2073628/news/2017-08-21/

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/cibo_e_salute/2017/08/29/uova-contaminate-cia-no-a-certificazione-fipronil-free_c9b7b3a3-ae80-4507-86ee-edfd53a59b3a.html

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3438

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-08-24/2017082436904315.pdf

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