Il CETA entra in vigore in via provvisoria.L’Italia rinviata la ratifica del trattato

Lo scorso 21 settembre, è entrato in vigore in via provvisoria il CETA, l’accordo economico e commerciale tra UE e Canada.

Al momento, entreranno in vigore tutte le parti di competenza generale dell’Unione Europea. Sono ancora in attesa della ratifica parlamentare, invece, le tematiche a competenza nazionale, tra cui uno dei punti più dibattuti del trattato: la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati.Operative, invece, la liberalizzazione di merci, servizi, appalti pubblici, fino alla tutela delle indicazioni geografiche.

Il percorso del CETA

L’accordo economico e commerciale globale è stato firmato da Unione europea e Canada il 30 ottobre 2016, in seguito all’approvazione degli Stati membri dell’UE, espressa in seno al Consiglio.

Più tardi, il 15 febbraio 2017, anche il Parlamento europeo ha dato suo consenso. Il 16 maggio 2017 è arrivata la ratifica da parte del Canada. Il 21 settembre scorso l’accordo è entrato in vigore in via provvisoria e sarà pienamente attivoquando tutti gli Stati membri dell’UE avranno ratificato il testo, conformemente ai rispettivi obblighi costituzionali.

L’esame di ratifica slitta in Senato

Nel frattempo, il 27 settembre scorso, durante la discussione in parlamento, l’esame della ratifica del trattato è slittato “sine die”.

A renderlo noto, Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, al termine della Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama.

Il fronte No-Ceta ha accolto con soddisfazione lo stop parlamentare:

«Il rinvio è il primo risultato di una rivolta popolare contro un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia che ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che hanno già espresso contrarietà 14 regioni, 1973 comuni e 69 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine».

Queste le parole di Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti. Roncalvo ha anche affermato che il fronte No-Ceta continuerà a lavorare duramente per arrivate al voto contrario.

I pericoli del CETA per le produzioni italiane

L’accordo economico e commerciale tra Ue e Canada potrebbe avere importanti ripercussioni per le produzioni italiane. Ne è convinta Coldiretti Emilia Romagna che evidenzia il rischio di una sorta di“pirateria internazionale” a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi.

«L’accordo – afferma Coldiretti – avrà riflessi pesanti in tema di trasparenza e ricadute sanitarie e ambientali che metteranno sotto scacco nella nostra regione produzioni di eccellenza e importanti colture estensive come i cereali».

Il CETA potrebbe inoltre mettere a rischio la produzione di grano duro italiano, con il conseguente crollo dei prezzi, favorito dall’azzeramento strutturale dei dazi per l’importazione dal Canada. Paese in cui è ammesso l’uso intensivo del glifosato nella fase di pre-raccolta. Uso che è invece severamente vietato in Italia.

FONTI:

http://www.repubblica.it/economia/2017/09/27/news/ceta_la_ratifica_finisce_su_un_binario_morto_ma_il_trattato_resta_in_vigore_in_via_provvisoria-176667967/

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3492

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2017/09/27/ceta-al-senato-esame-ratifica-trattato-slitta-sine-die_1e7403f5-84c5-441d-a740-df299858a02c.html

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/09/21/news/ceta_dop_igp_emilia-romagna-176102880/

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