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Category: Vino biologioco

Il vino bio unico “vincitore” della vendemmia 2017

Cambiamenti climatici e siccità hanno messo in ginocchio l’agricoltura italiana. Tanti i comparti toccati sensibilmente dalla carenza di precipitazioni che ha interessato tutta la penisola nei mesi primaverili ed estivi.

E oggi si fanno i conti dei danni. Tra i settori più colpiti, quello vitivinicolo: la vendemmia 2017 ha visto una perdita significativa nella produzione.

L’Italia, con i suoi 40 milioni di ettolitri, dovrebbe confermarsi primo produttore al mondo, davanti a Spagna e Francia. Ma secondo Uiv (Unione Italiana Vini) e Ismea, la perdita media è di più di un quarto: -26,1%.

La buona notizia è che il vino biologico tiene: lo annuncia Coldiretti in una nota. Vediamo tutti i dati.

Vendemmia 2017: il bio tiene

Nel 2016, il vino bio ha visto una crescita esponenziale nelle vendite, anche in Italia: +34% nel corso di 12 mesi, pari a revenue di 275 milioni di euro. Le esportazioni sono cresciute ancora di più: +40%, raggiungendo i 192 milioni. Oggi l’Italia è prima al mondo per incidenza delle vigne biologiche sul totale, grazie ai suoi 103mila ettari coltivati. Tutti i dati sono stati presentati da Osservatorio del Vino e ISMEA durante il Sana 2017.

La crescita esponenziale dei produttori ha messo un freno quindi al calo drastico della produzione vinicola registrata nella vendemmia 2017. Lo spiega Coldiretti in una nota:

«In controtendenza al crollo generale della produzione di vino in Italia tiene solo quello biologico, grazie all’aumento esplosivo del 23,8% delle vigne “al naturale” nel 2016. Si tratta di un altro capitolo della decisa svolta qualitativa che ha permesso all’Italia di cogliere le nuove opportunità che vengono dal mercato e di conquistare i vertici mondiali».

Una qualità premiata, dunque, sui mercati esteri: la domanda di esportazioni di vino italiano è cresciuta del 6% nei primi 5 mesi di quest’anno, spiega ancora Coldiretti. Un record storico, anche rispetto al 2016, anno estremamente positivo su cui erano state registrate 5,6 miliardi di euro di vendite fuori dall’Italia.

Vendemmia 2017: flessioni fino al -35%

Come abbiamo accennato, il calo della produzione della vendemmia 2017 è stato registrato soprattutto a causa della siccità estiva. Ma non solo. Anche l’inverno è stato piuttosto asciutto e mite del solito, seguito poi da gelate tardive e grandinate localizzate. Mediamente, il calo dei raccolti è stato registrato – a seconda delle stime – tra il 24 e il 26,1%. La produzione di vino per il 2017 si attesterà tra i 40 e i 41 milioni di ettolitri. Uno dei valori più scarsi dal 1947 a oggi.

Le regioni più colpite:

  • Sicilia: -35%
  • Sardegna: -35%
  • Umbria: -35%
  • Valle d’Aosta: -32,5%
  • Toscana: -32,5%
  • Lazio: -32,5%
  • Basilicata: -32%
  • Abruzzo: -30%
  • Puglia: -30%

La qualità, come abbiamo visto affrontando il tema dei vini biologici, sembra essere preservata. La vendemmia 2017 Made in Italy sarà infatti destinata per quasi la metà a 332 vini Doc e 73 Docg. Per il 30%, invece, andrà ad alimentare la produzione di 118 vini Igt. Il restante 30% a vini da tavola. Non mancano però i pareri discordanti.

Per Ernesto Abbona, presidente Uiv, la vendemmia è stata “decisamente complessa”, ma emergono produzioni di eccellenza:

«In pratica qui si vede il mestiere: perdite minori e maggiore qualità sono registrate nei vigneti curati professionalmente».

Per Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, a essere carente non è solo la produzione:

«Parlare di questa stagione– ha spiegato – mimette tanta tristezza. La vendemmia sta registrando dati negativi in tutte le regioni. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo».

Vendemmia 2017, il governo: “Troveremo soluzioni”

La vendemmia, solo in Italia, attiva una filiera da 10,5 miliardi di fatturato, occupando 1,3 milioni di persone. Secondo Coldiretti, per ogni grappolo d’uva raccolto, si attivano 18 settori: trasformazione e commercio, vetro per bicchieri e bottiglie, sughero per i tappi e così via.

Ecco perché il governo si è interessato direttamente alla questione. Per bocca del vice ministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero, l’esecutivo ha annunciato provvedimenti:

«Il calo di produzione nella vendemmia in corso non ci lascia sereni e lavoriamo per trovare soluzioni, anche emergenziali. Ci siamo già attivati per un ulteriore finanziamento per il Fondo di solidarietà».

FONTI:

http://giovanimpresa.coldiretti.it/pubblicazioni/attualita/pub/vendemmia-2017-in-controtendenza-al-crollo-aumenta-il-vino-biologico/

http://www.regioni.it/newsletter/n-3227/del-12-09-2017/vendemmia-2017-annata-difficile-17052/

 

Vino biologico: una festa a Roma per celebrare il Made in Italy

Appuntamento a Roma con il vino biologico Made in Italy.

Nomisma Wine Monitor e Agenzia ITA danno appuntamento al settore del vino bio per il prossimo 18 luglio, a partire dalle ore 10:30. Lo scenario che accoglierà il “Vino Bio Day” – questo il titolo dell’evento – sarà la Sala Pirelli ICE, in via Liszt 21.

L’incontro sarà l’occasione per favorire una riflessione sul ruolo e le opportunità del vino biologico Made in Italy sui mercati esteri. In particolare, durante il convegno “saranno approfondite le opportunità e i percorsi di promozione del vino con un focus in particolare su Germania e Regno Unito e saranno presentate alcune case history di successo”, spiegano gli organizzatori in una nota.

Ecco tutti i dettagli sul programma e i relatori dell’evento.

Il Vino Biologico Made in Italy nel mondo: appuntamento a Roma

Vino Bio Day – Ruolo e opportunità del vino bio Made in Italy sui mercati esteri”, questo il titolo completo del convegno romano organizzato da Nomisma e Agenzia ITA.

A partire dalle 10:30 si apriranno le registrazioni dei partecipanti con un caffè di benvenuto. I saluti introduttivi saranno affidati a Piergiorgio Borgogelli, direttore di ICE-Agenzia, e a Maria Ines Aronadio, dirigente dell’Ufficio Agroalimentare e Vini di ICE-Agenzia.

Si entrerà poi nel vivo dell’appuntamento con tre interventi da parte di specialisti del settore:

  • Dimensione e posizionamento del vino biologico italiano sui mercati internazionali”, focus illustrato da Silvia Zucconi di Wine Monitor Nomisma
  • Vino Bio: cosa ne pensa il consumatore?”, a cura di Evita Gandini di Wine Monitor Nomisma
  • Opportunità e percorsi di promozione del vino bio italiano – Focus su Germania e Regno Unito

Sarà poi la volta di Silvano Brescianini, vicepresidente dell’azienda Barone Pizzini, che illustrerà la storia della sua impresa come case history di successo nel comparto biologico del vino.

Chiuderanno i lavori Lamberto Frescobaldi, Vice Presidente di UIV, e Paolo Carnemolla, Presidente di Federbio.

A moderare il convegno, Lorenzo Tosi di Vigne e vini.

Vino biologico italiano: un mercato in crescita

Proprio Nomisma con il suo Wine Monitor contribuisce a realizzare, ogni anno, la fotografia del vino bio Made in Italy. E non solo.

Secondo gli ultimi rilevamenti, tra il 2004 e il 2015, il numero di viticoltori che abbracciano il biologico è cresciuto del 295% in Europa e del 280% nel mondo. Il Vecchio Continente, in particolare, detiene l’88% del totale globale della superficie vitata bio, pari a 293mila ettari. E l’Italia è il Paese con la maggiore incidenza sul totale della vite coltivata con tecniche bio: 11,9% del totale.

Una vivacità sul lato della domanda che corrisponde all’attenzione crescente dei consumatori. Rispetto all’anno precedente, nel 2016 le vendite di vino biologico Made in Italy hanno fatto registrare una crescita del 53%. Il 25% della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni (12 milioni di persone) ha consumato almeno una volta vino bio nel corso dei 12 mesi precedenti alla rilevazione.

 

Per partecipare al convegno Vino Bio Day è necessario iscriversi attraverso l’apposito form al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdabbyTuo1u1i0PP3wzP5NvKGm5R3eG0Sb58UJc0qtEkADftA/viewform

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1196

http://www.nomisma.it/index.php/it/press-area/news/item/1580-18-luglio-2017-vino-bio-day/1580-18-luglio-2017-vino-bio-day

Vino biologico sempre più apprezzato dai consumatori italiani

Il vino biologico sarebbe più buono di quello realizzato con tecniche di coltivazione tradizionali.

È questo quanto emerso dal corso del convegno “Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo” tenuto da Federbio in occasione di Vinitalybio.

La certificazione biologica, quindi, sarebbe collegata a un incremento significativo della qualità.

Vino biologico interprete autentico del terroir

La superiorità qualitativa del vino biologico sarebbe emersa grazie all’analisi di oltre 74 mila rating di vini di diverse vendemmie, varietà e regioni di produzione, pubblicati da the Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator.

Il perché è stato spiegato durante il convegno negli interventi tecnici di Enzo Mescalchin della Fondazione Mach di San Michele all’Adige e di Leonardo Valenti dell’università di Milano. Dati a conferma delle ricerche effettuate dall’Università della California e di Bordeaux.

All’interno di un vigneto coltivato senza l’ausilio di pesticidi chimici, i microrganismi aumentano di vigore. Il mancato uso di fertilizzanti comporta anche un contenimento della resa e un conseguente profilo organolettico migliore. Le uve che crescono in contesti del genere rappresentano così le interpreti più autentiche del terroir.

Trend in crescita

Sono sempre di più i produttori vitivinicoli che scelgono di abbracciare il biologico. Un trend che ha portato a una crescita a tre cifre del settore: +295% in Europa e +280% nel mondo, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2015 (analisi Wine Monitor Nomisma su dati FIBL).

A detenere il primato come maggiore superficie (293mila ettari) vitata bio nel mondo è l’Europa, con l’88% della superficie globale. Primato europeo anche per l’incidenza delle coltivazioni bio sul totale: nel 2015 hanno superato il 7% (mentre la quota mondiale si fermava al 5%).

Primo tra tutti i Paesi per incidenza sul totale della vite coltivata con tecniche bio è l’Italia, con l’11,9%. Seguono l’Austria, con l’11,7%, e la Spagna, con il 10,2%.

«Nel nostro Paese da 52mila ettari nel 2010, si è raggiunta quota 83mila ettari nel 2015 sui 332.000 totali a livello mondiale, e si prevede di superare la soglia dei 90 mila per il 2016. In Sicilia gli ettari sono oltre 32.000, in Toscana sono 11.500, quasi 11mila in Puglia, più di 4mila nelle Marche e nel Veneto e più di 3.500 in Abruzzo: non c’è una denominazione d’origine per la quale non ci sia un’offerta di vino biologico da parte di qualcuna delle 1.500 cantine». Spiega Paolo Carnemolla, presidente Federbio.

Tra le regioni italiane con una conversione maggiore troviamo la Lombardia. Qui, le superfici destinate a vino biologico sono salite a 2.570 ettari, quasi tre volte in più il numero di 10 anni fa.

Vendite del settore e preferenze dei consumatori

Rispetto al 2015, le vendite di vino biologico hanno registrato una crescita del 53%. Decisamente meglio rispetto a un contenuto +1% delle vendite di vino in generale. I mercati più forti ed esigenti si confermano quelli esteri.

Secondo l’indagine Nomisma –ICE, il 25% della popolazione compresa tra i 18 e i 65 anni (circa 12 milioni di persone) ha avuto almeno un’occasione di consumare vino biologico nell’ultimo anno.

Ma cosa scelgono i consumatori?

Le preferenze vanno per il 69% al vino bio venduto in GDO. Il comparto ha fatto registrare una crescita del 42% rispetto al 2015. A registrare il margine di crescita maggiore sono i vini bianchi (+93%) e i vini spumanti e frizzanti (+162%).

I vini più apprezzati sono il Montepulciano d’Abruzzo, seguito dal Nero d’Avola e dalle diverse tipologie di Chianti.

Naturalità (24%), salubrità (20%) e qualità (17%) sono le tre proprietà distintive che i consumatori associano al vino biologico e per le quali sono disposti a pagare di più.

I mercati che offrono maggiori prospettive di crescita per il nostro Paese sono Germania e Regno Unito. Il 42% dei consumatori inglesi e il 40% di quelli tedeschi considerano il vino biologico italiano mediamente superiore rispetto a quello di altri Paesi.

Fonti:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1148

http://www.ilvelino.it/it/article/2017/04/10/vino-1-su-4-consuma-vino-bio–1-mln-user-rispetto-al-2015/582c572a-e236-407d-9f71-cea29179bfc7/

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11188

http://www.meteoweb.eu/2017/04/vino-il-biologico-allunga-il-passo-la-lombardia-triplica-i-vigneti/884535/

 

Vinitaly celebra il successo del vino bio italiano nel mondo

Vinitaly: Dal 9 al 12 aprile, va in scena a Verona la 51esima edizione, il salone internazionale dei vini e dei distillati. Si tratta di una delle più importanti fiere del settore, al mondo, prima per superficie espositiva e per numero di operatori esteri presenti.

Durante la kermesse di quest’anno sarà dedicato ampio spazio anche al segmento del vino biologico, sempre più richiesto dai consumatori, sia europei che nel resto del mondo. L’appuntamento è per lunedì 10 aprile con un convegno ad hoc.

Il bio protagonista a Vinitaly

Il successo del comparto bio nel settore vinicolo è testimoniato dalla grande crescita in termini di produzione.

Si stima che la superficie a vigneto coltivata con metodo biologico raggiunga 335mila ettari nel mondo, la stragrande maggioranza in Europa, che conta 293mila ha. In percentuale, la SAU con vigneti bio corrisponde al 4,7% di quella mondiale, con una crescita del 6,7% tra il 2014 e il 2015. Dal 2006, la superficie è triplicata. In Italia, i vigneti biologici sono arrivati a coprire, nel 2015, quasi 84mila ettari, con un buon incremento del 15,6% rispetto all’anno precedente.

Secondo i dati di Wine Monitor, sono in aumento anche i consumatori. Sempre nel 2015, il mercato ha raggiunto i 205 milioni di euro solo in Italia. Gran parte del business è orientato all’export (137 milioni di euro le revenue), con una predilezione particolare verso Germania, USA e Svizzera.

Per fare il punto sul settore, a partire dalle ore 15, presso la Sala Puccini – Centrocongressi Arena a Verona, si terrà un convegno dal titolo: “Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo”. L’appuntamento rientra nelle attività della 51esima edizione di Vinitaly.

Il successo del vino bio? Una questione di qualità

La riflessione del convegno parte da un presupposto fondamentale: il vino bio vince perché ha una qualità migliore. Lo attesta uno studio della University of California. I ricercatori hanno analizzato 74mila rating di vini provenienti da diverse vendemmie, varietà e regioni. Lo studio che ha raccolto i dati è stato poi ripreso da tre pubblicazioni di settore: The Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator.

La ricerca rivela che i vini biologici hanno ricevuto, in media, una valutazione di 4,1 punti in più (su 100), rispetto alle etichette non bio.

I nostri risultati indicano che la certificazione biologica è associata a un incremento della valutazione di qualità statisticamente significativa”, spiegano i ricercatori.

L’ipotesi è che la messa al bando dei prodotti chimici di sintesi, favorisca la vitalità dei microrganismi nel suolo, esaltando quindi il sapore dell’uva. In questo modo, al vino viene conferita una rappresentazione più autentica del terroir, nonché dell’ambiente naturale dove è cresciuta la vite. Non solo. Alle pratiche bio sono assegnate anche migliori performance dal punto di vista organolettico.

Per approfondire tali evidenze, e sottolineare l’importanza assunta dalla qualità e della certificazione biologica, Vinitaly ha organizzato il focus incentrato specificamente sul comparto biologico.

Vinitaly e il vino bio: il programma

Durante l’evento veronese, a partire dalle ore 15, si alterneranno esperti nel settore della viticoltura bio. Ad aprire il convegno, con un’introduzione dei lavori, Maria Ines Aronadio, Dirigente Ufficio Agroalimentare e Vini – ICE, e Roberto Pinton, consigliere delegato di FederBio.

Con una relazione intitolata “Aspetti tecnici della vinificazione biologica e ricadute sul profilo organolettico. Gestione biologica del vigneto e ricadute su qualità e sanità delle uve”, interverrà poi Enzo Mescalchin della Fondazione Mach. Seguirà “La fase di Cantina e l’esperienza di Barone Pizzini in Franciacorta”, di Leonardo Valenti dell’Università degli Studi di Milano.

Alle 16, appuntamento con Silvia Zucconi di Nomisma con un intervento dal titolo: “Gran Bretagna, Germania, Italia: numeri e tendenze del vino biologico sul mercato Europa”. Il mercato al centro anche nella relazione di Salvo Bonanno, Vice Segretario Generale dell’Italian-American Chamber of Commerce of Midwest, che interverrà sul “Mercato del vino biologico in USA”. Sarà poi la volta del mercato giapponese, con intervento di Marco Colosi, Junior Analyst per l’ItalianChamber of Commerce in Japan.

Spazio infine alla discussione con i partecipanti. Modererà il convegno, Lorenzo Tosi, giornalista.

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1146

http://www.suoloesalute.it/vino-biologico-nel-2015-raddoppiati-consumatori/

Vini biologici: aperte le iscrizioni all’ottava edizione del concorso internazionale

Aperte le iscrizioni a una delle manifestazioni più in vista e prestigiose riservata ai vini biologici.

Sono aperte le iscrizioni al Premio internazionale riservato ai vini biologici. L’evento, arrivato alla sua ottava edizione, è ormai considerato una delle più importanti degustazioni del settore.

Al concorso possono partecipare solo i vini di qualità ottenuti dalla lavorazione di uve coltivate con metodo biologico, approvato dall’UE con metodo di valutazione PAR. Il sistema tiene conto dell’effetto complessivo sensoriale e differenzia i vini biodinamici dai vini provenienti da varietà resistenti ai funghi (PIWI).

La valutazione dei prodotti avverrà sotto la guida dell’enologo sensoriale e creatore del sistema di valutazione PAR, Martin Darting.

I punteggi più alti, compresi tra i 96 e i 100 punti, definiscono l’eccellenza assoluta. I vini biologici “oro” sono quelli con un punteggio attribuito da 90 a 95, da 83 a 89 quelli “argento” e tra i 75 e gli 82 i vini che comunque meritano una raccomandazione.

Una manifestazione che garantisce ampia visibilità

Prendere parte alla manifestazione significa garantire al proprio vino biologico grandissima visibilità.

Nell’edizione del 2016, hanno partecipato al Concorso Interazione dei Vini Biologici, Produttori e Commercianti provenienti da 23 Paesi diversi, per un totale di 1063 Vini.

La giuria, formata da professionisti del settore, fornisce una valutazione oggettiva dei vini selezionati, generalmente riconosciuta. I risultati raccolti durante la manifestazione saranno utili a produttori e consumatori come guida di orientamento alla scelta e al perfezionamento del vino biologico.

I viticoltori avranno infatti l’opportunità di confrontarsi, a livello internazionale, con altri professionisti del settore, potenziando i prodotti e il processo di creazione.

Il termine per l’iscrizione al Premio è fissato al 9 giugno e le degustazioni avverranno dal 30 giugno al 3 luglio. Maggiori informazioni sul sito ufficiale dell’evento: https://www.bioweinpreis.de/it/

Vini biologici: un trend che non smette di crescere

Negli ultimi anni, il settore del vino biologico è cresciuto molto, arrivando a occupare quote di mercato sempre più rilevanti. Un trend che sembra avere ancora molti margini di miglioramento.

Eppure, il regolamento europeo di settore è entrato in vigore solo di recente, nel 2012. La normativa di riferimento ha gettato le basi per la produzione di un prodotto di qualità, sempre più apprezzato tra i consumatori.

Le regole di produzione che determinano se un vino più essere definito effettivamente biologico sono state approvate dallo Standing Committee on OrganicFarming (SCOF), il Comitato permanente per l’agricoltura biologica. Le aziende certificate possono infatti riportare in etichetta il logo europeo.

Fonti:

http://quifinanza.it/soldi/premio-internazionale-dei-vini-biologici-al-via-ottava-edizione/111877/

https://www.bioweinpreis.de/it/

Vino: l’Italia alla riscoperta della sua biodiversità

Il 24 e 25 ottobre prossimi, presso i padiglioni della Fiera di Bolzano, si terrà Autochtona 2016, Forum nazionale dei vini autoctoni, appuntamento giunto alla sua 13esima edizione.

L’evento si svolgerà nel contesto della 40esima edizione di Hotel, fiera internazionale e punto di riferimento per hotellerie e ristorazione. Per Autochtona, sono attesi oltre 100 produttori vinicoli, provenienti da 16 diverse regioni italiane. L’obiettivo è di portare all’attenzione del pubblico lo straordinario patrimonio di vitigni autoctoni italiani, Paese primo al mondo per biodiversità.

“Le uve autoctone italiane sono centinaia, forse migliaia”, scrivono gli organizzatori. “Si tratta di un patrimonio non solo naturale, ma anche socio-culturale straordinario, perché per ciascuna di queste varietà uniche esiste una comunità di vignaioli che si è battuta per la sua sopravvivenza”.

Secondo il registro nazionale, il patrimonio delle uve autoctone italiane ha raggiunto circa 500 varietà coltivate. Un numero che potrebbe raddoppiare se si riscoprissero e valorizzassero tutti gli esemplari unici che l’Italia tiene ancora ‘chiusi in un cassetto’.

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Per dare impulso al settore, Autochtona negli ultimi anni ha realizzato una sorta di ‘censimento informale’ della biodiversità vitivinicola italiana. Nelle edizioni precedenti dell’evento, sono stati ospitati “oltre un migliaio di vini unici portati dai loro produttori tenaci, uomini che hanno scelto la strada più difficile con produzioni per lo più di piccole dimensioni”.

L’edizione 2016 sarà arricchita da una novità interessante per le aziende che puntano all’internazionalizzazione.

Si chiama “Best Wine Buy” l’opportunità di partecipare a incontri one to one con buyer internazionali per promuovere, valorizzare e affermare commercialmente le eccellenze del nostro territorio nei paesi target. Le aziende espositrici potranno infatti prenotare incontri individuali con gli importatori grazie ad un’agenda studiata ad hoc sulla base delle loro esigenze”.

Saranno inoltre presentate moltissime varietà di uva, sconosciute al grande pubblico. Come il Semidano, di origine sarda, quasi completamente devastato dalla filloserra all’inizio del secolo scorso. O come l’Invernenga, uva a bacca bianca del bresciano, che deriva il suo nome dalla conservazione degli acini, che avviene d’inverno. Dall’Emilia Romagna, arriveranno due varietà di recente scoperta: il Centesimino e l’Uva del Tundé.

“La biodiversità vinicola italiana per qualche tempo è rimasta nell’ombra dei modelli più ‘global’, anche a causa delle sue produzioni più ridotte e sparute”, spiega il giornalista Pierluigi Gorgoni, Coordinatore del concorso ‘Autoctoni che passione!’ che chiuderà la manifestazione. “In questi ultimi anni, invece, assistiamo ad un ribaltamento dell’interesse dei consumatori, sempre più orientati e curiosi verso i vini da vitigni ‘rari’. In questa direzione, nessuna altra manifestazione quanto Autoctona sa offrire all’appassionato uno spaccato tanto vario e puntuale”.

FONTI:

http://www.fierabolzano.it/autochtona/programma-eventi.htm

http://www.fierabolzano.it/autochtona/detailcomu-1-3753-ad-autochtona-2016-le-aziende-incontrano-i-buyer.html

http://www.fierabolzano.it/autochtona/detailcomu-1-3778-ad-autochtona-un-pezzo-della-biodiversita-vitivinicola-italiana.html