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Category: Biologico

Agricoltura bio: ESPP e IFOAM insieme per trattare l’utilizzo dei prodotti nutrizionali riciclati

Agricoltura bio: ESPP e IFOAM insieme per trattare l’utilizzo dei prodotti nutrizionali riciclati

Il prossimo 12 dicembre, IFOAM UE, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica, in comunione con l’ESPP, la Piattaforma Europea del Fosforo Sostenibile, organizzeranno una riunione degli stakeholder comunitari sull’utilizzo dei prodotti nutrizionali riciclati sulle colture di tipo biologico.

L’evento sarà incentrato principalmente su“Approvazione e valore dei fertilizzanti riciclati nell’agricoltura biologica”. Gli interlocutori del settore avranno modo di affrontare le sfide e i vantaggi che un uso sostenibile di queste sostanze può comportare nell’agricoltura biologica.

Durante l’incontro, saranno trattati nello specifico alcuni temi cari al settore. In particolare:

  • La necessità di introdurre il fosforo nell’agricoltura biologica;
  • La coerenza tra il riciclo delle fonti nutrizionali e il loro utilizzo sostenibile nelle colture biologiche;
  • L’approvazione di vari materiali secondari e prodotti riciclati per le coltivazioni biologiche, i distributori di prodotti bio e i consumatori.

L’incontro è gratuito e ci si può iscrivere a questo link: https://www.eventbrite.ca/e/recycled-nutrients-and-organic-food-tickets-38702699817?aff=es2

I dettagli e il programma dell’evento sarà inviato direttamente da ESPP con la conferma di registrazione.

ESPP e IFOAM: l’impegno a favore del bio

Qualche parola in più sugli organizzatori dell’evento. L’ESPP, la Piattaforma Europea del Fosforo Sostenibile promuove l’attuazione di una gestione ecologica di tale sostanza in Europa. In particolare, del suo riciclo. L’ESPP è un’organizzazione senza scopi di lucro, finanziata dai suoi membri. La sua mission è favorire il dialogo tra parti interessate e settoriali, creare reti, diffondere informazioni ed elaborare proposte congiunte con i responsabili politici. La piattaforma riunisce una gamma di varie industrie, che spaziano in diversi settori. Dalle aziende che si occupano di acqua e rifiuti, a quelle che trattano fertilizzanti biologici e minerali, dalle imprese che realizzano prodotti chimici a quelle esperte in tecnologie di riciclaggio. Oltre alle realtà aziendali, riunisce in sé anche Istituti di ricerca e gli enti pubblici.

IFOAM, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica è un’organizzazione che riunisce in sé gli attori protagonisti del settore biologico. L’organizzazione si batte per promuovere la coltivazione sostenibile e il cambiamento in tutto il mondo. Porta avanti proposte e idee articolate, lavorando attivamente con organizzazioni come FAO, IFAD, nonché direttamente con i governi di numerosi Paesi.

FONTE:

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2017/11/03/european-stakeholder-meeting-potentials-and-challenges-use-recycled-nutrient

Controlli cibo biologico: intesa sul decreto in Conferenza Stato Regioni e Unificata

Controlli cibo biologico: intesa sul decreto in Conferenza Stato Regioni e Unificata

Coltivazione e trasformazione di cibo biologico: il decreto legislativo sui controlli in materia fa un nuovo passo in avanti.

Dopo le polemiche degli ultimi giorni – in cui diversi operatori del settore hanno sollevato dubbi e critiche sulla proposta – arriva l’intesa della Conferenza Stato Regioni e Unificata allo schema di decreto. L’intesa è arrivata durante la riunione del 26 ottobre, ma lo schema legislativo è stato pubblicato sul sito della Conferenza mercoledì 8 novembre.

L’intesa è sul testo del decreto che, lo ricordiamo, reca “Disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare e biologica”. La Conferenza ha condizionato l’intesa “all’accoglimento integrale degli emendamenti contenuti nel documento consegnato”. Vediamo le modifiche introdotte.

Decreto controlli sul cibo biologico: gli emendamenti

Vediamo nel dettaglio le modifiche apportate allo schema di decreto.

I primi emendamenti riguardano l’articolo 3:

  • Al comma 2, si specifica che gli ‘organismi di controllo’ devono prestare istanza di autorizzazione ai sensi dell’art. 4, co. 1;
  • Al comma 4 vengono limitati alcuni poteri delle Province Autonome di Trento e Bolzano
  • Al comma 7 si esclude dalle attività di controllo il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare

Articolo 4. Qui le modifiche più sostanziali riguardano i commi 8 e 9. Nel primo caso si sancisce che il medesimo personale non possa effettuare controlli su un medesimo operatore più di 3 visite ispettive consecutive (precedentemente il limite era di 3 anni). Il comma 9, che sanciva invece un divieto di effettuare controlli sul medesimo operatore per un periodo superiore ai 5 anni, viene abolito.

La modifica più sostanziale riguardo l’articolo 5 è invece al comma 10: in caso di mancata ottemperanza da parte dell’operatore alla diffida prevista al comma 9, il provvedimento sanzionatorio orariguarda la soppressione delle indicazioni biologiche.

L’art.6 determina gli obblighi a cui devono adempiere gli organismi di controllo, durante la propria attività di verifica. L’emendamento, in questo caso, riguarda i termini di scadenza per il rilascio del documento giustificativo e, laddove previsto, del certificato di conformità. Il termine, infatti, passa da 30 a 90 giorni.

Violazioni alla norma sui controlli per il cibo biologico: le sanzioni (art. 8-10)

Art.8. Cancellate integralmente le lettere dalla a) alla c) del comma 1. Nello specifico, le sanzioni amministrative pecuniarie agli organismi di controllo non saranno più comminate in questi casi:

  • rilascio del documento giustificativo e, ove richiesto, del certificato di conformità oltre i termini stabiliti dall’art.6, comma 1, lettera h;
  • applicazione del tariffario in maniera difforme rispetto a quello allegato all’istanza di cui all’art.4, comma 1;
  • mancata comunicazione al Ministero delle modifiche giuridiche o organizzative intervenute successivamente all’autorizzazione.

Restano validi gli altri casi indicati, con qualche modifica alle lettere h ed f. Alla lettera h, la dicitura “accetta la notifica” diventa “accetta l’assoggettamento” di un operatore precedentemente escluso. Non solo: i termini indicati dall’emanazione del provvedimento di esclusione vengono accorciati da 5 a 2 anni. Alla lettera f, la colpa dell’omissione della verifica delle azioni correttive non è riferita più anche alla diffida, ma solo alla sospensione o soppressione.

Cambia la materia di riferimento dell’art.10, ora riferita a“Sanzioni amministrative pecuniarie relative alla designazione, alla presentazione e all’uso commerciale”. Qui vengono cancellati i commi dal 4 al 9. Nello specifico, non saranno più ritenute valide le seguenti sanzioni:

  • sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 20.000 euro per chiunque non provvede a mettere in atto, nei tempi previsti, le procedure per il ritiro della merce, o l’eventuale comunicazione ai propri clienti della soppressione dei termini o delle indicazioni relative al metodo di produzione biologico;
  • la sanzione da 3.000 a 18.000 euro comminata a chiunque non consente o impedisce le verifiche dell’organismo di controllo;
  • la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 18.000 euro a chiunque sia stato applicato un provvedimento di soppressione delle indicazioni biologiche, in assenza di ricorso avverso o a seguito di decisione definitiva di rigetto del ricorso;
  • la multa da 3.000 a 18.000 euro a chiunque sia stato applicato un provvedimento di sospensione della certificazione biologica;
  • sanzione da 5.000 a 30.000 euro comminata a chiunque sia stato applicato un provvedimento definitivo di esclusione dal sistema biologico;
  • a chiunque non ottemperi nei termini stabiliti alla diffida, la sanzione da 300 a 1.500 euro.

Le ultime modifiche

Nell’art.11, al comma 1, le sanzioni amministrative saranno comminate anche a chi non è più inserito nel sistema di controllo, a seguito di esclusione o di recesso volontario. I commi 3 e 6 sono completamente cancellati. Ai commi 4 e 5, le sanzioni non saranno più applicate a chi è stato applicato un provvedimento di sospensione imputabile a morosità.

Nel nuovo art. 12, è esclusa l’applicazione della sanzione più grave, aumentata fino al triplo, per chi commette più violazioni della stessa disposizione.

Nel nuovo art. 14, sono prolungati i termini dell’attività di controllo sui medesimi operatori che passano da 18 a 24 mesi dalla scadenza prevista dall’art. 4, comma 9.

L’emendamento prevede l’inserimento nel nuovo art. 16 di una clausola di salvaguardia inerente l’applicazione delle disposizioni anche alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano, compatibilmente ai rispettivi statuti.

FONTI:

http://www.sinab.it/bionovita/controlli-sancita-l%E2%80%99intesa-dalla-conferenza-stato-regioni-ed-unificata

http://www.statoregioni.it/Documenti/DOC_060785_REP.%20132%20CU%20(P.%2012%20ODG).pdf

http://www.suoloesalute.it/decreto-controlli-nel-bio-le-aziende-italiane-scrivono-martina/

Filiera bio: a Bologna due seminari formativi su efficienza energetica e internazionalizzazione

Due appuntamenti formativi, a Bologna, per entrare nel dettaglio su determinati aspetti tecnici e normativi della filiera agroalimentare bio.

L’iniziativa è organizzata dall’ENFAP, Ente di Formazione professionale accreditato presso la Regione Emilia Romagna.

I due eventi di formazione riguarderanno nello specifico l’internazionalizzazione per lo sviluppo e la competitività sull’estero della filiera bio, e l’efficienza energetica della manifattura del settore.

Appuntamento il 24 e il 30 marzo prossimi, presso la sede Enfap, in via Zamboni 8, a Bologna.

Internazionalizzazione della filiera bio: sviluppo e competitività

Il primo seminario si intitola: “L’internazionalizzazione per lo sviluppo e la competitività sui mercati esteri delle filiere bio (food e non food)”.

Il corso è rivolto specificamente a imprenditori e figure chiave delle imprese manifatturiere e della commercializzazione della filiera bio, sia food che non food, anche startup, purché abbiano sede legale in Emilia Romagna. Invitati anche rappresentati istituzionali, di enti e associazioni di riferimento.

Gli obiettivi del seminario sono molteplici.

Innanzitutto, quello di fornire conoscenze sui mercati esteri a vocazione bio, con lo scopo di sostenere lo sviluppo dei prodotti bio, food e non food. Si intende poi sviluppare nuove competenze in ambito normativo e nel settore della certificazione dei prodotti bio, al fine di accedere a mercati europei ed extracomunitari.

All’appuntamento interverranno Silvia Zucconi di Nomisma e Riccardo Cozzo di Bioagricert. Coordinerà i lavori Silvia Zamboni, giornalista esperta in tematiche ambientali.

Efficienza energetica e fonti rinnovabili

Il secondo seminario formativo avrà invece come tema “Efficienza energetica e uso delle fonti rinnovabili per lo sviluppo della manifattura bio – food e non food”.

Questo appuntamento, che si terrà il 30 marzo, ha gli stessi destinatari del precedente. Gli obiettivi sono però diversi e articolati in 3 sezioni.

Innanzitutto, si punta a fornire conoscenze sui cambiamenti climatici in atto. Non solo. Sarà garantita la formazione sulla transazione energetica in corso, verso un’era post-fossile. Si indagheranno quindi le opportunità offerte e la convenienza di misure come l’efficientamento energetico e il ricorso alle fonti rinnovabili.

Il secondo obiettivo, perseguito attraverso l’analisi di esempi concreti provenienti dalla filiera bio, food e non food, è di introdurre i partecipanti a processi produttivi manifatturieri che pongano al centro la sostenibilità ambientale.

Terzo e ultimo obiettivo: promuovere ulteriori percorsi formativi per favorire le misure di sviluppo sostenibile nell’ambito del settore biologico dell’Emilia Romagna.

Info e iscrizioni

Per maggiori informazioni sui seminari, è possibile contattare Lorella Parmeggiani e Simona Pandoli dell’ENFAP Emilia Romagna, presso la sede bolognese, oppure al telefono (051 352932 – 353002), o via mail (segreteria@enfap.emr.it).

Ulteriori informazioni disponibili al sito ufficiale dell’Ente www.enfap.emr.it

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1132

http://www.feder.bio/files/1898.pdf

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1133

http://www.feder.bio/files/1899.pdf

http://www.enfap.emr.it/wp/chi-siamo-enfap/

La voce fuori dal coro di Michele Serra a difesa del biologico

michele-serra-reportLa recente puntata di “Report” di Rai3 ha fatto sì luce su delle gravi inefficienze nella filiera del biologico italiano, ma ha avuto anche l’effetto opposto di gettare nello sconforto le migliaia di operatori onesti che da decenni svolgono il loro lavoro in modo ineccepibile; quella stessa filiera che è la migliore al mondo per esportazione dei prodotti agro-alimentari. Vogliamo riportare oggi l’opinione di Michele Serra così come è apparsa sulle pagine de ” La Repubblica” il 13 ottobre.

“Un vecchio amico pioniere del biologico ) aveva vent’anni quando prese la via della terra) mi telefona affranto dopo la puntata di “report” nella quale si smascheravano un paio di truffe ( vere, e gravi ( commesse nel nome,usurpato, del bio.” Non una parola sulla passione, la fatica, l’affetto per i campi di molte migliaia di coltivatori e allevatori, soprattutto ragazze e ragazzi, piccole e medie aziende virtuose che ormai costituiscono massa critica, numeri importanti.Sembrava che “bio” fosse sinonimo di furbata o di crimine”. Mi ha colpito l’uso del termine ” affetto”, non tutti i lavoratori sono affettuosi, non tutte le attività economiche hanno come obiettivo la cura di qualcosa, in questo caso la terra e il cibo. Mi ha colpito anche, il tuo tono ferito.

Così funziona in giornalismo, gli ho detto, punta lo sguardo sulle cose che non vanno e sui conti che non quadrano, azzanna l’errore, o almeno ci prova. Capita poi che nell’inseguire la preda urti anche vite e sensibilità di persone, per così dire, estranee ai fatti; o peggio vittime anch’esse, come è il caso dei coltivatori bio lesi dal danno di immagine prodotto da pochi imbroglioni. Per rasserenarlo ho anche aggiunto ( non me ne voglia la corporazione della quale faccio parte ) che le cattive notizie fanno molto rumore ma passano veloci come lampi. L’agricoltura ha tempi lunghi e la pazienza nel suo Dna, e il fatto che i media ne parlino poco forse, a conti fatti, non è un male ”

 

fonti:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/10/13/-lamaca30.html?ref=search

https://www.facebook.com/AmacaMicheleSerraRepubblica/

Turismo sostenibile: cresce l’interesse verso l’agriturismo biologico

Durante questa Pasqua, diversi italiani hanno scelto di trascorrere le loro vacanze all’insegna del turismo sostenibile, scegliendo un agriturismo, spesso con attività di produzione biologica. Una decisione che ha determinato un balzo record del settore del 15%.

In genere, la durata media del soggiorno in campagna, secondo Coldiretti, si aggira intorno ai tre giorni e l’obiettivo principale di quanti decidono di affidarsi a una di queste strutture è concedersi un momento di relax, pur senza rinunciare a menu locali a base prodotti di stagione a chilometro zero e biologici.

Il successo dell’agriturismo si inserisce all’interno di una tendenza, sempre più comune, che porta le famiglie a scegliere mete sostenibili, più economiche, ma anche più intime e genuine. Ed è qui che trova spazio un’altra realtà, anch’essa in crescita in Italia: l’agriturismo biologico.

Negli ultimi anni, infatti, la domanda turistica è cambiata, premiando le zone rurali e la qualità sostenibile delle destinazioni. Il desiderio di un maggiore contatto con la natura e la ricerca di cibi e spazi genuini hanno portato al recupero di aree rurali, adibite a strutture ricettive, che uniscono la valorizzazione della biodiversità a una concreta opportunità di crescita per le aziende che hanno deciso di entrare in questo circuito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’agriturismo biologico focalizza le sue attività sul rispetto e sulla valorizzazione del territorio con l’adozione di sistemi di agricoltura biologica e di bioedilizia. La ristorazione si basa esclusivamente su prodotti biologici e le strutture possono offrire percorsi didattici e naturalistici.

Le strutture, inoltre, hanno come obiettivo quello di essere completamente ecosostenibili: l’elettricità è in genere garantita attraverso impianti fotovoltaici, le caldaie sono a bassa emissione e l’acqua piovana viene recuperata e filtrata per essere riutilizzata.

Per poter essere definiti tali, gli agriturismi biologici devono necessariamente rispettare alcuni criteri fondamentali, primo tra tutti il divieto all’uso di prodotti chimici.

Chi desidera orientarsi tra gli agriturismi biologici presenti in Italia, può visitare alcuni portali dedicati, come ad esempio agriturismibiologici.net, in cui scorrere le liste dei siti green di tendenza del nostro Paese.

Fonti:

http://www.bigodino.it/lifestyle/turismo-sostenibile-anche-lagriturismo-sceglie-il-biologico.html

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-03-27/agriturismo-antidoto-paura-080942.shtml?uuid=AC5KJYvC

 

Perché l’agricoltura biologica è la scelta migliore per nutrire il mondo

L’agricoltura biologica potrebbe essere la chiave per nutrire il mondo durante l’era del riscaldamento globale.

La conferma arriva da una ricerca che aggiunge nuove prove alla teoria che, sul lungo termine e soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, questo modello di agricoltura sia la risposta migliore ai cambiamenti climatici.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Plants, è stato condotto dal professor John Reganold della Washington State University che, con il suo team di ricerca, ha esaminato centinaia di pubblicazioni risalenti agli ultimi 40 anni.

Osteggiata per anni dalla scienza ufficiale e dalle lobby, l’agricoltura biologica potrebbe veramente essere ciò di cui il pianeta ha bisogno.

Come evidenziano i ricercatori nel loro lavoro, bevande e alimenti biologici rappresentano un segmento di mercato in rapida crescita: tra il 1999 e il 2014, il loro valore è aumentato di ben 5 volte. Oggi, valgono 72 miliardi di dollari e si prevede un raddoppio entro il 2018.

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Anche se i rendimenti sono più bassi rispetto a quelli dell’agricoltura tradizionale, il divario tra le due colture è minore di quanto si pensi. Un altro studio effettuato presso l’Università della California, ad esempio, ha dimostrato che il deficit potrebbe essere più che dimezzato attraverso la rotazione delle colture ed evitando le monoculture.

Per leguminose come fagioli, piselli e lenticchie, invece, non vi è alcuna differenza tra le due tecniche colturali; anzi, in questo caso, il biologico potrebbe essere “un’alternativa molto competitiva rispetto all’agricoltura industriale“.

Ma è il cambiamento climatico il punto più importante che accresce il valore delle colture sostenibili.

Come sottolinea la ricerca, in casi di siccità, “le aziende agricole gestite col metodo biologico hanno spesso dimostrato di produrre rendimenti più elevati rispetto ai loro omologhi convenzionali“, perché i concimi utilizzati trattengono l’umidità nel terreno. E la siccità è una condizione sempre più diffusa a seguito dell’aumento delle temperature.

Le tecniche biologiche, inoltre, sono ancora più efficaci nei paesi in via di sviluppo, dove la maggior parte degli agricoltori non può permettersi di comprare fertilizzanti o pesticidi chimici.

Un rapporto delle Nazioni Unite che ha esaminato 114 progetti, che coinvolgono quasi due milioni di aziende agricole africane, ha scoperto che il rendimento dei terreni privi di sostanze chimiche è raddoppiato.

Tutto questo, dando per scontato che l’agricoltura biologica è il tipo di coltura migliore per la tutela della natura e della fauna selvatica e riduce l’esposizione a pesticidi tossici, sia in azienda che negli alimenti.

Fonti:

http://www.independent.co.uk/environment/climate-change/organic-farming-could-be-key-to-feeding-the-world-as-global-warming-takes-hold-a6872501.html

http://www.nature.com/articles/nplants2015221