Biologico: Trentino tra gli ultimi in classifica per fondi destinati alla misura 11

La provincia autonoma di Trento non crede abbastanza nell’agricoltura biologica. È l’impressione che si ha guardando la classifica sui fondi a sostegno della “Misura 11“, previsti nei Programmi di sviluppo rurale 2014-2020.

L’elenco mette in luce un Trentino che procede a passo lento rispetto alle altre regioni, con i suoi 2,7 milioni, poco più di 385 mila euro all’anno, destinati al sostegno all’introduzione e al mantenimento del metodo biologico in agricoltura.

Il nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della provincia autonoma mette in campo risorse per 301.470.451,00 euro così ripartiti: 43,06 milioni all’anno, per sette anni, per sostenere interventi in 33 settori.

Di questi, solo una piccola parte è destinata all’agricoltura sostenibile.

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Secondo l’analisi effettuata da L’Adige, l’importo della regione è ben 11 volte meno di quello dell’Abruzzo, 32 volte meno di quello della Basilicata, un ottantottesimo della Calabria e un centoquattresimo delle risorse erogate dalla Sicilia.

Sotto il Trentino si posiziona solo la piccola Valle d’Aosta che devolve alla misura 11, 2.276.152,60 euro. Ma, facendo una valutazione generale sui programmi presentati, la Valle d’Aosta destina al «bio» l’1,64% delle risorse complessive previste dal Psr; il Trentino solo lo 0,89%.

In concreto, la Provincia di Trento con il nuovo Psr erogherà, ad ettaro: 950 euro per le colture arboree specializzate (vite e melo), 390 euro per i prati permanenti, 500 euro per le arboree non specializzate e i piccoli frutti e 650 euro per le produzioni orticole e le altre colture annuali. Non va meglio per il mantenimento delle pratiche e dei metodi biologici, le cifre cambiano di poco: 900 euro per melo e vite, 340 per i prati permanenti, 450 per le arboree non specializzate e i piccoli frutti, 650 per le produzioni orticole e le altre colture annuali.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro ha commentato con amarezza il nuovo Programma di sviluppo rurale provinciale 2014-2020: “L’unico record che detiene la nostra provincia è quello per l’uso di pesticidi. Nel grande e caotico mercato globale, che azzera le differenze ed esige quantità che la nostra produzione non potrà mai soddisfare, il biologico e l’agricoltura sostenibile potrebbero davvero garantire un futuro all’agricoltura trentina, sia in termini di qualità che di reddito“.

Fonti:

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2016/2016-02-07/2016020732387134.pdf

https://www.ladige.it/popular/ambiente/2016/02/08/biologico-trentino-fondo-classifica

http://www.ansa.it/trentino/notizie/2016/02/09/m5s-vuole-trentino-provincia-biologica_cf91b6cf-4e0c-43b8-849c-a34792fddbb9.html

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