Suolo e Salute

Autore: Serena Leonetti

13th IFOAM European Organic Congress: Suolo e Salute sarà sponsor dell’evento

13th IFOAM European Organic Congress: Suolo e Salute sarà sponsor dell’evento

Il prossimo 20 e 21 giugno 2019 si svolgerà a Bucarest (Romania) il 13° congresso europeo di IFOAM.

Il congresso prevede una sessione con esperti nella normativa del biologico, un workshop sull’innovazione e altre attività.

Gli argomenti che saranno oggetto di discussione sono:

  • La riforma della PAC
  • Le tecnologie emergenti per il biologico: Big Data e l’Internet of Things (IoT)
  • Storie di successo del biologico
  • Un nuovo European organic action plan

 

Fonte: http://www.sinab.it/bionovita/13th-ifoam-european-organic-congress

Vigneto nasce a ridosso di un asilo: il sindaco impone la coltivazione biologica

Vigneto nasce a ridosso di un asilo: il sindaco impone la coltivazione biologica

“Stanno piantando una vigna con tutto ciò che ne consegue in termini di uso e pesticidi e fertilizzanti. Siamo preoccupati per i nostri figli e chiediamo che la salute pubblica dei bambini e quella dei residenti della zona venga anteposta al ‘business del prosecco’ e agli interessi economici dei privati”, spiegano i genitori dei bambini dell’asilo di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, che hanno visto nascere a ridosso della struttura l’ennesimo vigneto.

Il sindaco, in seguito ad una nota dell’Ulss 2, ha emesso un’ordinanza al vigneto in questione obbligandolo ad adottare una coltivazione biologica certificata “una coltivazione con metodo biologico certificato, in adesione al disciplinare dettato dal Protocollo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG; all’adozione di sistemi di recupero durante il trattamento della vite, al fine di evitare rischi irritativi derivanti dalla dispersione di prodotti fitosanitari contenenti zolfo; alla lavorazione del vigneto e delle pertinenze in esclusive fasce orarie e giorni esterni all’attività della scuola materna, per evitare, soprattutto, dispersione di polveri e rumori”.

“Siamo soddisfatti che con questa ordinanza si ponga l’attenzione sull’esistenza di un problema di salute pubblica legata alle coltivazioni convenzionali e si riconosca la necessità di ripensare i metodi di colturavicino ai siti sensibili, come le scuole, e ci auguriamo che questo si estenda anche alle abitazioni. Il fatto che ora anche l’Ulss, oltre all’amministrazione comunale, si schieri definitivamente al fianco dei cittadini e delle loro legittime preoccupazioni ci fa davvero piacere e rafforza il nostro impegno nel tutelare la salute dei nostri figli”, dichiarano i genitori.

“Ci auguriamo davvero che ora la proprietà decida di fare un passo indietro e riveda l’atteggiamento tenuto fino a questo momento, considerato il mancato rispetto della precedente ordinanza. Continuiamo a sostenere che quel terreno non sia il posto giusto per un vigneto, visto che si trova inserito in un contesto urbano consolidato e direttamente confinante con un sito altamente sensibile, quale la scuola dell’infanzia frequentata dai nostri figli. Se ciò non fosse possibile, chiediamo che, alla luce del comportamento dei proprietari, rimanga valido l’obbligo di firmare una convenzione con il Comune in cui sia incontestabilmente chiaro che, in caso di inadempimento delle clausole, la proprietà dovrà sospendere la coltivazione” continuano i genitori.

 

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2019/03/vigneto-vicino-asilo-sindaco-impone-biologico/

Utilizzo del rame in agricoltura biologica: chiarimenti dal Mipaaft

Utilizzo del rame in agricoltura biologica: chiarimenti dal Mipaaft

Il Mipaaft ha chiarito i termini di utilizzo del rame in agricoltura biologica alla luce dell’entrata in vigore del Reg. (UE) n. 1981/2018.

A tal proposito, si conferma che allo stato attuale sono vigenti contemporaneamente 2 limiti:

– Max 28 kg/ha in 7 anni ai sensi del Reg. (UE) n. 1981/2018;

– Max 6 kg/ha all’anno ai sensi del Reg. (CE) n. 889/2008.

Ciò significa che a partire dal 1° gennaio 2019 è possibile utilizzare in un singolo anno massimo 6 kg/ha di rame purché nell’arco di 7 anni non si superi il limite di 28 kg/ha. Ad es. nel 2019 si potrà usare un massimo di 6 kg/ha purché nel settennio 2019-2025 non si superi complessivamente il limite di 28 kg/ha.

Qualora le Regione o PPAA, ai sensi dell’art. 2, punto 13) del DM 6793/2018, abbiano adottato la deroga per il superamento del limite di 6 kg/ha/anno, prevista dal Reg. (CE) n. 889/2008, l’operatore risulta autorizzato ad utilizzare nel singolo anno un quantitativo di rame superiore ai 6 kg/ha. Tuttavia lo stesso operatore dovrà comunque rispettare il limite complessivo di 28 kg/ha nell’arco temporale di 7 anni.

Pertanto, in caso di deroga rilasciata dalla Regione o PPAA, l’operatore potrà utilizzare nell’anno in corso un quantitativo di rame, tenendo conto che:

– non potrà essere superato il massimale di 30 kg/ha nei 5 anni come previsto dal Reg. 889/2008, in considerazione del rame già utilizzato nel quadriennio precedente;

– il quantitativo utilizzato nell’anno in corso dovrà essere scalato dal massimale di 28 kg/ha utilizzabile nei 7 anni (iniziati con l’anno in corso).

A titolo esemplificativo, in caso di deroga rilasciata per l’anno 2019, qualora l’operatore abbia utilizzato negli anni 2015-2018 22 kg/ha di rame, nel 2019 potrà utilizzare fino a 8 kg/ha. Tuttavia negli anni 2020-2025 il produttore non potrà utilizzare più di 20 kg/ha.

In conclusione, ai sensi della normativa vigente, si ritiene tuttora legalmente ammissibile l’utilizzo di 6 kg/ha di rame nel singolo anno. In caso di deroga risulta possibile anche il superamento dei 6 kg/ha, seppur tale circostanza sia da disincentivare, in quanto rischia di mettere in difficoltà il produttore negli anni successivi dovendo rispettare il vincolo ineludibile di 28 kg/ha complessivi nel settennio. Per tale ragione, la Scrivente intende chiedere alla Commissione UE l’eliminazione dall’allegato II del Reg. CE n. 889/2008 della possibilità di derogare dai 6 kg/ha.

Secondo le indicazioni del Min. della Salute, è auspicabile che gli operatori siano orientati, per quanto possibile, al rispetto del limite di 4 kg/ha nel singolo anno, superandolo solo in caso di forti criticità.

La presente nota è conforme al parere della Commissione UE espresso nel corso della riunione del COP del 5-6 marzo u.s., a seguito di specifica richiesta di chiarimento presentata dalla delegazione italiana.

Corte dei Conti UE: il sistema di controllo per i prodotti biologici è migliorato

Corte dei Conti UE: il sistema di controllo per i prodotti biologici è migliorato

Il biologico rimane il settore più controllato di tutto l’agroalimentare di qualità.

Nella relazione “Il sistema di controllo per i prodotti bio è migliorato, ma rimangono da affrontare alcune sfide” presentata dalla Corte dei conti UE alla Commissione UE ha espresso che bisogna:

  • migliorare la vigilanza sulle importazioni;
  • espletare controlli di tracciabilità più esaustivi;
  • ovviare alle restanti debolezze rilevate nei sistemi di controllo e di rendicontazione degli Stati membri.

“Un rigoroso sistema di controllo che copra l’intera filiera agroalimentare, dai produttori ai trasformatori, agli importatori e ai distributori, è quindi indispensabile per fornire ai consumatori la certezza che i prodotti biologici da essi acquistati siano effettivamente tali” si legge nella relazione.

“Quando i consumatori acquistano prodotti biologici, fanno affidamento sull’applicazione delle norme vigenti in ogni fase della filiera di approvvigionamento, a prescindere dal fatto che si tratti di prodotti Ue o importati. La Commissione dovrebbe adoperarsi, assieme agli Stati membri, per porre rimedio alle restanti debolezze e rendere il sistema di controllo il più efficace possibile. Tale condizione è fondamentale per preservare la fiducia del consumatore nel marchio biologico dell’Ue”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione.

Il sistema di controllo per i prodotti bio è migliorato, rimangono ancora alcune sfide da affrontare: “Il ricorso a provvedimenti per far applicare la normativa a fronte delle inosservanze constatate non è stato armonizzato a livello dell’Ue – si legge nella sintesi – e le autorità e gli organismi di controllo degli Stati membri sono stati talvolta lenti nel segnalare le inosservanze”.

“Occorre dare al più presto seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che, nel 2018, hanno raggiunto il quantitativo record di 3,4 miliardi di chili, 415 milioni dei quali arrivano dalla Cina che è il principale fornitore. Si tratta di un pronunciamento importante per l’Italia, dove nel 2018 si è registrato un aumento del 10% negli acquisti di alimenti biologici che peraltro finiscono nel carrello del 64% dei cittadini del Belpaese, tra i quali un 22% li acquista regolarmente e un 42% qualche volta secondo l’indagine Coldiretti/Ixe” commenta Coldiretti.

 

Fonte: http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/48702/dal-biologico/controlli-sui-prodotti-bio-si-puo-fare-di-piu

Senatrice, il biologico si può fare!

Senatrice, il biologico si può fare!

Torna a parlare Elena Cattaneo, senatrice a vita, che in un’intervista ha dichiarato che il biologico è una favola “bella ma impossibile”, rilanciando la lettera che il 9 gennaio è stata indirizzata a tutti i senatori della Repubblica per chiedere il ritiro della legge.

La legge sul biologico, approvata dal Camera, e ora al vaglio dal Senato registra un accordo da parte di quasi tutte le forze politiche.

La produzione biologica è un’attività di interesse nazionale con funzione sociale ambientale e un settore economico basato in primis su:

  • qualità dei prodotti;
  • sicurezza alimentare;
  • benessere degli animali;
  • sviluppo rurale;
  • tutela dell’ambiente e dell’ecosistema;
  • salvaguardia della biodiversità.

A favore dell’agricoltura bio si sono schierati diversi scienziati, i quali stanno cercando adesioni per sostenere il dibattito scientifico.

“In merito al disegno di legge attualmente in discussione – si legge nel comunicato – e alle critiche espresse in diverse occasioni dai detrattori dell’agricoltura biologica (senatrice Cattaneo in testa), non condividendo molte di queste dichiarazioni, abbiamo deciso, come “Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza”, di riprendere e affrontare alcuni temi controversi per un approfondimento scientifico. Con questo nostro contributo intendiamo ribadire la validità dell’agricoltura biologica, senza togliere nulla ad altri modelli di agricoltura che si sforzino nella ricerca di sistemi di gestione e pratiche più sostenibili. Intendiamo ribadire anche l’importanza di discutere di questi temi – di cruciale importanza per il futuro non solo dei sistemi agro-alimentari ma dell’intera umanità – con serietà, evitando posizioni ideologiche di parte e approcci pseudo-scientifici.”

È intervenuto Roberto Pinton, segretario di AssoBio, invitando la senatrice a prendere atto di cosa stia accadendo in campo biologico, a partire dal fatto che il testo di legge è stato approvato dalla Camera a larga maggioranza dopo aver acquisito il parere positivo di tutte le otto commissioni parlamentari competenti, oltre a ricevere l’appoggio di numerose organizzazioni. Basti pensare che tra chi ha appoggiato la causa c’è Coldiretti e Agrinsieme (il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura, Copagri, Alleanza delle cooperative agroalimentari).

L’ha invitata poi ha consultare il Rapporto nazionale Pesticidi nelle acque che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha redatto sulla base delle informazioni fornite da 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA) per la protezione dell’ambiente, dichiarando che i pesticidi sono presenti per il 67% nelle acque superficiali e nel 33,5% in quelle sotterranee.

Non solo, dovrebbe considerare il fatto che la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha dichiarato che circa la metà dei suoli europei ha un basso contenuto di sostanza organica appoggiando così la causa del biologico.

Dalle ultime analisi presentate risulta che il 63,9% di campioni di frutta contiene residui di pesticidi, rendendola non idonea all’uso alimentare.

Molti le ricerche presentate nel quale si conferma la validità del biologico, come ad esempio il rapporto 2019 presentato dall’Institut du développement durable et des relations internationales (IDDRI) nel quale si dichiara il una risposta agro-ecologica potrebbe soddisfare la domanda di cibo attraverso una dieta sana e nel frattempo e appianare i cambiamenti climatici, salvaguardare la biodiversità.

Tutto ciò non è mosso da un’ideologia ma da dati visibili e concreti, e questo dovrebbe far riflettere la senatrice prima di continuare la sua battaglia contro il biologico.

 

Fonte: https://ilfattoalimentare.it/biologico-realta-bella-possibile.html

Bioreport: il punto della situazione sul Biologico

Bioreport: il punto della situazione sul Biologico

Bioreport firmato Crea, con la collaborazione di Aiab, Federbio, l’Associazione per l’agricoltura biodinamica e l’Università di Firenze, fa il punto della situazione sull’agricoltura biologica in Italia nel biennio 2017-2018.

L’Italia si trova al sesto posto nel mondo per valore di mercato e per superficie agricola coltivata.

Nel report sono trattati vari aspetti del biologico italiano, valutando le superficie coltivate, le aziende e la sostenibilità ambientale.

  1. L’Italia risulta il primo paese europeo per numero di agricoltori (oltre 64.000) e di trasformatori (più di 14.000);
  2. È seconda per superficie coltivata con 1,8 milioni di ettari;
  3. La maggior parte della superficie a bio è rappresentata da seminativi, con il 44% (28,5% prati e pascoli, 24,5% colture permanenti, 3% terreni a riposo);
  4. Per quanto riguarda i seminativi e le colture annuali, l’Italia ha la maggior superficie europea bio di cereali e ortaggi;
  5. L’Italia risulta prima per superficie bio di agrumi, frutta e olivi, mentre è seconda per i vigneti;
  6. Per la zootecnica, abbiamo principalmente ovini e caprini allevati con il metodo bio;
  7. Il biologico, rispetto al convenzionale, ha una minor produttività ma una maggiore redditività;
  8. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, viene affrontato il tema delle emissioni di gas serra: l’agricoltura bio risulta meno impattante della convenzionale. Infatti ha un elevato potenziale di mitigazione per le emissioni di N2O, per il minor numero di azoto ai suoli grazie alle più moderate fertilizzazioni. Non solo l’agricoltura, ma anche l’allevamento biologico ha un minor impatto a livello ambientale;
  9. Il report affronta anche il tema dell’agricoltura biodinamica, spiegando le sue origini scientifiche e storiche, oltre gli aspetti tecnici e agronomici.

Bioreport 2019

 

Fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2019/03/15/bioreport-lo-stato-dell-arte-del-biologico-italiano/62237