Suolo e Salute

Mese: Aprile 2018

Simposio Internazionale di Agricoltura Biologica

Simposio Internazionale di Agricoltura Biologica

Il prossimo 31 maggio dalle 9.30 nell’aula C03 a Milano in via Luigi Mangiagalli n.25

Il “Simposio internazionale di agricoltura biologica: una prospettiva di ricerca (Organist)” si terrà a Milano, ore 9.30 nell’aula C03 a Milano in via Luigi Mangiagalli n.25, giovedì31 maggio 2018.

Nonostante la crescente domanda di prodotti biologici, la percentuale di superficie coltivata con questo tipo di agricoltura è ancora bassa in Unione europea.

Il settore biologico, che vede nelle pratiche di gestione prive di agrofarmaci di sintesi e fertilizzanti come requisito necessario a soddisfare le linee guida, pone sfide specifiche ai coltivatori. Il seminario Organist intende affrontare, attraverso una prospettiva scientifica, alcuni punti chiave dell’agricoltura biologica, in particolare si parlerà delle varietà resistenti a malattie e parassiti. (La lingua ufficiale dell’evento sarà l’inglese).

Si parlerà del quadro normativodell’agricoltura biologica, del biocontrollo di parassiti e patogeni delle piante, dei nuovi strumenti di miglioramento genetico e si potrà conoscere il punto di vista delle parti interessate.

La partecipazione all’evento è gratuita ma, dati i posti limitati, è necessaria l’iscrizione a questo link

Fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2018/04/24/simposio-internazionale-di-agricoltura-biologica/58450

 

XXXV Convegno Internazionale dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

XXXV Convegno Internazionale dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

Si svolgerà a Milano il 16 e 17 novembre il prossimo convegno dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica sul tema “Proposte innovative e ricerca per il futuro dell’agricoltura”.

Ed è partito l’invito a presentare relazioni per l’evento, il cui quadro generale parte dalla constatazione che l’agricoltura è l’ambito di cura dell’ambiente, della salute e della nutrizione. L’abbandono di interi territori, gli inquinamenti ambientali, la salute umana, l’accesso al cibo, i cambiamenti climatici, consiglierebbero di investire in ricerca per un’agricoltura ecologica, biologica e biodinamica.

Da questo importante compito dipenderà, anche sul piano economico, il futuro dello sviluppo. Occorre un’alleanza tra modo rurale, università, enti di ricerca e società civile per concorrere alla costruzione del nuovo modello, in chiave agro ecologica. Per questo agricoltori, esperti, scienziati, operatori economici, della cultura e del diritto, istituzioni della ricerca da diversi paesi convergeranno, per formulare proposte concrete e innovative. La domanda crescente di alimenti biologici, la necessità di trovare nuove strade che consentano di proteggere la salute dell’ambiente e dell’uomo ci impongono di dare risposte anche attraverso percorsi formativi.

Le giornate del convegno saranno l’occasione per avviare un progetto di collaborazione internazionale, ma anche per apprendere e condividere conoscenze e competenze. Si terranno gruppi di lavoro specialistici dedicati a ricerca e nuove applicazioni in agricoltura biodinamica.

La ricerca agricola, volta alla valorizzazione del territorio, guidata da una tecnica etica e sociale, sarà il filo conduttore del convegno attraverso contributi scientifici, sessioni specialistiche, dimostrazioni pratiche innovative, interventi programmatici di una rete di organizzazioni e di istituzioni unite per il bene comune.

 Le principali questioni agronomiche affrontate nel convegno saranno:

  • L’elaborazione di nuovi modelli gestionali di approccio sistemico globale delle aziende agricole, in relazione virtuosa coi contesti ambientali, sociali, con la sovranità alimentare, la biodiversità, oggi in grave pericolo
  • Le nuove sementi efficaci per i cambiamenti climatici e le esigenze alimentari del futuro del Pianeta
  • Le metodiche e i macchinari per la gestione e risanamento dei suoli e per il controllo ecologico delle infestanti alternative ai diserbanti di sintesi
  • I mezzi tecnici per la prevenzione e il risanamento ecologico delle patologie vegetali e animali per l’abbattimento dell’uso dei pesticidi
  • Il reperimento e la gestione su ampia scala dei concimi organici per l’umificazione dei suoli
  • Il contrasto all’erosione, alla desertificazione, all’inquinamento dei suoli e allo spreco dell’acqua e dell’energia in agricoltura e durante la post produzione agricola
  • La sana conduzione degli allevamenti, la loro giusta proporzione col suolo, la relazione con le rotazioni e gli equilibri ambientali, il benessere animale e le esigenze nutrizionali del Pianeta
  • L’analisi economica, la valorizzazione dei prodotti agricoli nell’economia generale e nei mercati, le filiere, le relazioni con la trasformazione, la distribuzione, la legalità e il giusto prezzo
  • La programmazione dei lavori, degli investimenti e la gestione sostenibile appropriati per le aziende ecologiche

Il convegno intende creare una convergenza di impegni sulla ricerca e la gestione agricola e vuole inoltre sensibilizzare i decisori politici e l’economia sull’importanza di sostenere questo processo.

Fonte: http://www.sinab.it/bionovita/milano-il-xxxv-convegno-internazionale-dell’associazione-l’agricoltura-biodinamica

Quanto ci costano in più i cibi Light e Bio?

Quanto ci costano in più i cibi Light e Bio?

Le abitudini alimentari degli italiani sono cambiate e sono anche più costose

Nell’ultimo periodo c’è stato un vero e proprio boom nell’acquisto e nella produzione di prodotti biologici, light, senza lievito o lattosio. Le persone hanno iniziato a leggere in maniera quasi maniacale le etichette e cominciato a fare la spesa in modo più consapevole e salutare.

Addio quindi all’olio di palma, ai grassi idrogenati e al cibo che non sia a chilometro zero: ma quanto costano questi prodotti?Una delle critiche maggiori mosse a questo mercato è il prezzo elevato degli articoli: secondo un’indagine di Federconsumatori gli alimenti light, biologici, senza lievito e lattosio costano in media circa il 47,2% in più dei prodotti classici. Un numero decisamente importante ma che non segna il punto più alto della tabella realizzata dall’O. N. F.

Comprare cibo biologico, light, senza lievito e lattosio non è affatto economico. I prodotti che appartengono a queste categorie costano molto di più rispetto ai normali alimenti e toccano vette altissime quando si tratta – ad esempio – di generi da forno e cibi senza lievito.

Per quanto riguarda la categoria light – ossia tutti quei prodotti che contengono il 30% in meno di valore energetico rispetto a quelli normali – gli articoli che costano di più sono i wurstel, le patatine fritte e i biscotti.

Il prezzo della panna da cucina, del latte e dello yogurt lievita molto nel caso degli alimenti senza lattosio: stiamo parlando del 59%, 39% e 32% in più rispetto ai prodotti ordinari.

Ma è sul biologico e senza lievito che si toccano delle vette altissime: la polpa di pomodoro costa il 116% in più, la farina il 96% e gli spaghetti l’87%. Per quanto riguarda invece i prodotti senza lievito, si parla anche di un sovraprezzo del 141% e 135%.

Nonostante il biologico sia entrato a far parte delle nostre vite e dei supermercati, ci sono moltissime persone che non possono accedere a questi alimenti a causa del loro costo elevato. Se da una parte una larga fetta della popolazione ha cambiato abitudini alimentari optando per scelte più sane, un’altra continua ad accedere solo ai prodotti a buon mercato, evitando accuratamente questi cibi.

Fonte: https://quifinanza.it/lifestyle/quanto-costano-cibi-light-bio-rispetto-quelli-normali/186130/

 

Il Bio al centro della strategia francese, vantaggi anche per l’Italia

Il Bio al centro della strategia francese, vantaggi anche per l’Italia

Taglio dei costi della logistica (innanzitutto a livello nazionale), innovazione e, vero must 2018, riorganizzazione dei modelli produttivi e distributivi nazionali senza dimenticare però che una quota importante di prodotto, specie Bio, continua ad arrivare dall’estero.

Queste le linee guidaalla base della nuova strategia francese per il settore ortofrutticolo che sono emerse nel corso della prima giornata del Medfel, la fiera ortofrutticola che si tiene ormai da dieci anni nel capoluogo occitano di Perpignan.

Si tratta di progetti ambiziosi per i quali il comparto francese chiede sempre più a gran voce il supporto del governo (mai avuto fin’ora per il settore primario che rappresenta una piccola percentuale del Pil nazionale) e – più timidamente – del sistema distributivo francese che siede insieme a tutti gli altri attori nel tavolo interprofessionale più antico e consolidato d’Europa.

Progetti che puntano in alto l’asticella degli standard Bio proprio in tempi in cui l’Europa, per contro e non senza aspre polemiche, l’ha livellata al ribasso con l’ultimo regolamento in materia.

Nuovi risvolti di mercato che forse, dati gli alti trend di consumo francese di prodotti certificati, apre nuove opportunità per gli attori italiani per soddisfare tutta la domanda interna.

Oggi circa il 70% dei francesi è un acquirente di prodotti biologici almeno una volta a mese – ha spiegato Bruno De Moura Fernandes (nella foto), economista del centro di ricerca Coface – esattamente il doppio rispetto al 2003. Di questi, la metà li consuma quotidianamente o settimanalmente”.

I dati rivelano un segmento di mercato in forte crescita specie negli ultimi cinque anni anche in funzione del differenziale di prezzo su ortofrutta convenzionale che, dal 2009 al 2017, si è praticamente eroso passando dal +30% del 2009 al +5% del 2017.

La tendenza messa in luce dai dati Coface, evidenzia un costante incremento delle superfici coltivate a Bio. Dal 2001 al 2017 si è passati da poco più di 200 ettari a oltre 1.200 (+500%) con circa altri seicento in conversione che porteranno da qui a due anni un totale di 2mila ettari certificati.

La contro partita sarebbe l’aumento dell’esposizione al rischio di fitopatologie e, a tal proposito, Dominique Senecal di Biocoop, sottolinea l’importanza dell’innovazione anche in funzione di “prevenire l’insorgere delle malattie e intervenire adeguatamente”.

“Oltre a nuovi modelli produttivi – continua Senecal – servono nuovi schemi distributivi nazionali per consentire l’approvvigionamento dei retailer alle esigenze di questa tipologia di prodotti. Il discorso vale soprattutto per i supermercati che stanno facendo i conti con l’espansione di altri canali di vendita come, ad esempio, i discount stranieri, come quelli tedeschi, che stanno attaccando al cuore il sistema distributivo francese. Occorre lavorare sulla redditività dei produttori senza intaccare il potere di acquisto delle famiglie, in questo senso si può dire che l’industria Bio dipende dai finanziamenti statali e, in genere pubblici, ma vanno coinvolti anche gli attori della distribuzione per studiare nuovi schemi”.

In questo senso tra le novità premiate quest’anno nella sezione Fel’Innov, che promuove l’innovazione del settore, ce n’è anche una legata alla distribuzione e riguarda la piattaforma di 5AM market (www.5am-market.com) lanciata ufficialmente nel corso di quest’edizione del Medfel, che raggruppa tutti gli attori della filiera con progetti comunicativi e vetrine su misura, al fine di semplificare il loro approccio quotidiano al mercato. Offre sia servizi gratuiti come il catalogo e la pagina web dell’azienda, che a pagamento (a prezzi modici) come consulenza e servizi di comunicazione altamente professionali.

Si tratta di obiettivi che richiedono un maggiore sforzo sui controlli, alla luce della diversa velocità europea e della sempre più elevata presenza nei mercati comunitari dei Paesi del nord Africa, come il Marocco e la Tunisia, ad esempio, presenti anche in fiera, che, pur lavorando con flussi importanti di Frutta e verdura verso il nord del Mediterraneo, devono ancora fare molto per innovare le loro filiere.

A tal proposito, ha chiarito Dominique Senecal “i nostri fornitori stranieri di prodotti Bio ai quali ci rivolgiamo per completare la nostra offerta, dovranno soddisfare comunque i nostri standard che controlliamo con scrupolosità”.

 

Fonte: http://www.corriereortofrutticolo.it/2018/04/26/la-francia-punta-sul-bio-opportunita-anche-litalia/

 

Le nuove regole dell’Ue sul biologico. Gli italiani votano contro. A favore soltanto i Verdi.

Le nuove regole dell’Ue sul biologico. Gli italiani votano contro. A favore soltanto i Verdi.

Federbio conferma il giudizio negativo. Associazione biodinamica: gli italiani potranno mangiare prodotto bio contaminato

 Con 466 voti in favore, 124 voti contrari e 50 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato ieri la nuova regolamentazione Ue sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici, già concordata nei negoziati fra Parlamento e ministri europei.

Secondo il relatore, il verde tedesco Martin Häusling , «“Il voto parlamentare darà più certezza e chiarezza sia ai produttori agricoli dell’Ue sia ai consumatori. Le nuove norme miglioreranno la qualità dei cibi biologici nell’Unione, ma serviranno anche a rispondere ai bisogni di un mercato in rapida espansione», dichiarazioni che non hanno convinto gli europarlamentari italiani che hanno votato tutti contro.

Il presidente di Federbio, Paolo Carnemolla, spiega che «Il Parlamento ha ratificato il testo su cui s’era raggiunto l’accordo di massima tra le tre istituzioni nel novembre scorso. Nonostante un giudizio che nel complesso confermiamo negativo, già allora avevamo riconosciuto lo sforzo compiuto dalle diverse parti in causa per migliorare il testo iniziale della Commissione. Sono state tenute in considerazione alcune delle richieste dei produttori biologici, tra queste la possibilità della certificazione di gruppo per le piccole aziende agricole riunite in cooperative e organizzazioni locali, strumenti per garantire un quadro di controllo e di garanzie anche sui prodotti importati dai Paesi extra europei. Lo sviluppo del settore biologico deve ora diventare una priorità delle politiche europee e nazionali, a partire dalle programmazioni regionali dei Piani di sviluppo rurale agli acquisti verdi della pubblica amministrazione».

In una nota l’Europarlamento riassume i punti salienti; «Controlli rigidie basati sul rischio di contaminazione lungo tutta la catena di approvvigionamento. Grazie all’insistenza del Parlamento, i controlli saranno effettuati in sede per tutti gli operatori, annualmente di regola o ogni due anni se nessuna irregolarità è stata riscontrata nel corso di tre anni. Tutti i prodotti importati da paesi extra Ue dovranno rispettare gli standard dell’Ue.Le attuali norme in materia di “equivalenza”, che impongono ai Paesi terzi di conformarsi a norme simili ma non identiche, saranno eliminate entro cinque anni dall’entrata in vigore».

La nuova regolamentazione punta anche ad aumentare la produzione biologica nell’Unione europea e in particolare «l’offerta di semi biologici per soddisfare i bisogni degli agricoltori:le deroghe che permettono l’utilizzo di semi convenzionali nella produzione biologica saranno eliminati entro il 2035. Aziende agricole miste per incoraggiare la produzione:le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continuano a essere autorizzate, a condizione che le due attività agricole siano chiaramente ed efficacemente separate. Certificazioni più facili per i piccoli coltivatori:le certificazioni di gruppo permetterebbero ai piccoli coltivatori che si convertono al biologico di risparmiare soldi e tempo».

Secondo Paolo De Castro (PD), ex ministro dell’agricoltura italiano e vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, «L’esito dei negoziati per dare nuove regole alla produzione biologica in Europa rappresenta un’occasione persa. Per noi, tuttavia, la sfida di replicare o avvicinare il più possibile il sistema europeo al modello biologico di alta qualità e sostenibilità italiano resta aperta. Il punto cruciale negativo è aver eliminato completamente le soglie per i residui di fitofarmaci. Che differenza c’è con l’agricoltura convenzionale?»

De Castro ha chiesto di «Seguire la legislazione più stringente in vigore in Italia al fine di garantire una concorrenza leale per i produttori e gli operatori del settore, di prevenire le frodi e migliorare la fiducia dei consumatori. L’accordo finale rappresenta un compromesso al ribasso. La palla è ora nel campo della prossima Commissione europea che ha la possibilità di proporre standard di produzione più elevati prima dell’entrata in applicazione del nuovo regolamento Ue nel 2021. Ricordo che l’Italia e’ prima tra i 28 Paesi in termini di produzione biologica e seconda per superficie coltivata: 1,8 milioni di ettari contro  2 milioni in Spagna. La produzione biologica è destinata a crescere».

Invece, per i Verdi/Ale europei, «Questa nuova regolamentazione è una buona notizia sia per gli agricoltori biologici che per i consumatori. Le regole attuali sono totalmente obsolete, proprio come lo sono le numerose derogazioni risalenti agli anni ’90. Il settore biologico, in effetti, si è sviluppato fortemente solo dopo, e ha conosciuto un’espansione assolutamente notevole. Questa nuova legislazione, semplificando le regole vigenti, permetterà di sostenere meglio la crescita continua di questo settore. Abbiamo provveduto affinché tutte le importazioni di prodotti biologici abbiano l’obbligo di conformarsi alle norme alimentari vigenti in Ue. Gli agricoltori europei non saranno quindi discriminati rispetto ai loro concorrenti internazionali, e ciò rafforzerà la fiducia dei consumatori riguardo la qualità dei prodotti.  Le nuove regole permetteranno anche di mettere sul mercato varietà di semi tradizionali, oltre che di stimolare le attività di allevamento biologico e incoraggiare gli agricoltori a lavorare con le proprie sementi, piuttosto che essere dipendenti dalle varietà industriali. Si tratta di cambiamenti rivoluzionari nelle regole di commercializzazione delle sementi. Ciò permetterà che emerga una nuova offerta di semi, più adatti ai bisogni ed ai vincoli specifici dell’agricoltura biologica, il tutto garantendo una maggiore conservazione della biodiversità, dalla quale i cittadini europei beneficeranno direttamente. La Commissione europea è stata inoltre incaricata di studiare le misure che permetterebbero di evitare che le aziende biologiche subiscano la contaminazione dai pesticidi. Attendiamo dunque i risultati di questa inchiesta, ed attendiamo delle misure forti al fine di proteggere i consumatori e ricompensare gli agricoltori».

Invece, il via libera del Parlamento Europeo lascia molto perplesso il presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica, Carlo Triarico, che ha sottolineato che la normativa approvata «permette teoricamente la vendita di prodotto biologico contaminato involontariamente da sostanze non ammesse, cosa che l’Italia ha sempre vietato e continuerà a vietare. In sostanza, le nuove norme permetterebbero importazioni di prodotti bio teoricamente meno controllati di quelli nazionali, danneggiando così sia i consumatori che i produttori italiani. L’agricoltura biodinamica, riconosciuta dal regolamento UE, continuerà ad applicare il regolamento europeo fedelmente, ma introducendo tutte le restrizioni necessarie a farne un caso esemplare di agro-ecologia e tenere alta la bandiera della qualità assieme a tutto il settore biologico»

L’Associazione per l’agricoltura biodinamica chiede «ora una campagna di comunicazione e una ferma posizione italiana, perché i regolamenti attuativi che seguiranno sostengano gli agricoltori dell’agricoltura biologica e biodinamica, sempre esente da sostanze non ammesse, affermando la sua qualità nel made in Italy». Triarico aggiunge: «Poiché le condizioni di importazione dei prodotti bio da Paesi terzi dovranno sottostare alle stesse condizioni, a questo punto si apre la questione ancora più grave della possibilità di importazione di prodotti extra Ue parimenti contaminati involontariamente. Visti i bassi standard di alcuni Paesi, i cittadini italiani potranno mangiare prodotto bio contaminato in concorrenza col prodotto italiano, che invece dovrà avere zero residui».

Il presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica conclude: «L’agricoltura biologica e biodinamica vedono  sempre al centro gli agricoltori, ma bisogna vigilare perché questi restino centrali, rispetto ad altri interessi che, è evidente da questo nuovo regolamento, tendono a diventare egemonici».

Fonte: http://www.greenreport.it/news/agricoltura/prodotti-biologici-le-nuove-regole-ue-gli-italiani-votano-verdi-favore/

Approvata in via definitiva la nuova normativa Ue sul biologico

Approvata in via definitiva la nuova normativa Ue sul biologico

Il testo approvato dal Parlamento Ue, che dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio 2021, vuole garantire che vengano importati solo prodotti biologici di alta qualità. Ma l’Italia ha votato contro perché chiedeva norme più restrittive.

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il pacchetto di nuove norme Ue sul biologico con 466 voti a favore, 124 contrari e 50 astenuti. L’obiettivo di questo nuovo quadro normativo è quello di garantire che vengano importati in Ue solo prodotti biologici di alta qualità.
Il testo concordato verrà approvato dal Consiglio dell’Unione europea ed entrerà in vigore dal 1° gennaio 2021.

Questi i punti salienti:

1) Alta qualità dei prodotti biologici
• Controlli rigidi e basati sul rischio di contaminazione lungo tutta la catena di approvvigionamento.
• Tutti i prodotti importati da paesi extra UE dovranno rispettare gli standard dell’UE.

2) Aumentare la produzione biologica nell’UE
• Aumentare l’offerta di semi biologici per soddisfare i bisogni degli agricoltori.
• Aziende agricole miste per incoraggiare la produzione: le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continuano a essere autorizzate
• Certificazioni più facili per i piccoli coltivatori

3) Evitare la contaminazione da pesticidi chimici o fertilizzanti sintetici
• Misure precauzionali: i coltivatori e altri operatori nella catena di approvvigionamento saranno obbligati ad applicare una serie di misure per evitare la contaminazione;
• Gli Stati membri che al momento applicano soglie massime per le sostanze non autorizzate nei cibi biologici, come pesticidi, potranno continuare a farlo, a condizione che permettano ai prodotti biologici provenienti da altri paesi UE e che rispettano le regole dell’Unione, di entrare nel loro mercato.

La definizione di ‘prodotto biologico’
Un prodotto ottiene la certificazione come bio solamente se non viene sottoposto ad agrofarmaci, fertilizzanti chimici e antibiotici; vietati anche gli Organismi geneticamente modificati (Ogm), mentre invece verrà incoraggiata la rotazione delle colture.

Per quanto riguarda i prodotti alimentari lavorati, il logo bio certifica che almeno il 95% degli ingredienti provengono da materie prime biologiche.

Contaminazione fortuita
I produttori dovranno munirsi di tutti gli strumenti possibili per evitare la contaminazione delle colture biologiche. Un prodotto bio perde la certificazione solamente se la contaminazione avvenuta è di natura fraudolenta e non volontaria. Gli Stati membri – come l’Italia – che hanno delle regole più ferree in materia, con l’entrata in vigore di queste modifiche non potranno impedire l’entrata nel proprio mercato di prodotti biologici provenienti da altri paesi Ue.

L’Italia ha votato contro
Gli eurodeputati italiani hanno votato contro questa riforma. Secondo i nostri parlamentari, l’aver eliminato le soglie per i residui dei fitofarmaci è stato un grande errore poiché può creare confusione rispetto all’agricoltura convenzionale. I parlamentari italiani chiedevano norme più restrittive con meno deroghe in caso di accordi bilaterali e soglie massime anche in caso di contaminazione fortuita.

De Castro: “Un’occasione persa sul biologico, ma la sfida resta aperta”
Il vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro (Pd), propone di replicare in futuro il modello di alta qualità italiano sul biologico a quello europeo. “La prossima Commissione europea avrà la possibilità di proporre standard di produzione più elevati prima dell’entrata in applicazione del nuovo regolamento Ue nel 2021. Ricordo che l’Italia è prima tra i 28 paesi in termini di produzione biologica e seconda per superficie coltivata – 1,8 milioni di ettari, dopo la Spagna – 2 milioni di ettari: la produzione biologica è destinata a crescere. La sfida però resta aperta anche perché la Commissione europea valuterà le regole relative all’anti-contaminazione entro il 2025”, conclude De Castro.

Il biologico in Europa
Circa 30,7 miliardi di euro all’anno vale il mercato europeo del biologico, cifra destinata a crescere nei prossimi anni. Il 7% dei terreni in Ue coltivabili sono dedicati all’agricoltura biologica, mentre in Italia la percentuale sale al doppio (14%). Le importazioni in questo contesto servono a rispondere alla domanda di mercato del biologico che i suoli europei da soli non potrebbero soddisfare.

Coldiretti contro le nuove modifiche
“Le nuove regole, consentendo agli Stati di mantenere in vigore soglie meno restrittive per i residui di fitofarmaci, recano un grave danno di immagine per il settore del biologico, soprattutto nei paesi come l’Italia che hanno standard molto elevati” hanno ribadito i membri dell’associazione. Sarà necessario, secondo la Coldiretti, “accelerare sul marchio nazionale per le produzioni biologiche italiane”.

L’IFOAM soddisfatta dello sforzo compiuto, ma non basta
L’IFOAM dell’UE accoglie con favore l’enorme sforzo compiuto dalle istituzioni per migliorare la proposta legislativa del 2014 e riconosce che sono stati apportati diversi miglioramenti. Tuttavia, è necessario chiarire alcuni punti per rimuovere gli ostacoli alla futura attuazione pratica della nuova regolamentazione organica. Un forte impegno delle istituzioni dell’UE e degli Stati membri a collaborare con il settore biologico è necessario per affrontare i difetti esistenti, prima che il regolamento entri in vigore nel 2021. “L’impressionante crescita dei prodotti organici è già una storia di successo, ma la produzione biologica ha il potenziale per innescare una trasformazione più profonda dell’alimentazione e dell’agricoltura europea e apportare molti più benefici alla società, ai produttori e all’ambiente”, ha affermato Eduardo Cuoco, Direttore IFOAM UE. “Lo sviluppo dell’alimentazione e dell’agricoltura biologica dovrebbe ora essere considerato prioritario nel quadro finanziario pluriennale dell’UE”

Il testo approvato dal Parlamento europeo dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio Ue prima che possa essere applicato. Dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2021.

Fonti:

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2018/04/19/press-release-european-parliaments-plenary-adopts-new-eu-organic-regulation

http://www.sinab.it/bionovita/parlamento-europeo-libera-al-nuovo-regolamento-del-biologico

https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2018/04/26/biologico-la-qualita-prima-di-tutto/58481?utm_campaign=newsletter&utm_medium=email&utm_source=kANSettimanale&utm_term=625&utm_content=3542

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-04-19/biologico-ue-approva-riforma-ma-l-italia-vota-contro-153844.shtml?uuid=AES6CObE