Suolo e Salute

Mese: Marzo 2013

Vinitaly al via, gli appuntamenti di FederBio

Si svolgerà dal 7 al 10 aprile prossimi la nuova edizione di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona, che nel corso della scorsa edizione è stato visitato da oltre 140.000 espositori (molti dei quali provenienti da più di 110 Paesi esteri), ed ha ospitato oltre 4.000 espositori su un’area di 95mila metri quadrati. Per quattro giorni incontri, eventi, degustazioni e workshop consentiranno ai visitatori e agli addetti ai lavori di conoscere e gustare le eccellenze enologiche italiane ed internazionali. Nell’ampio panorama di eventi in programma nel corso dell’edizione 2013 di Vinitaly, spicca in particolare per il settore biologico una serie di appuntamenti e incontri presso l’area collettiva FederBio (Padiglione 3, stand C8/D8). Oltre allo spazio dedicato alle aziende espositrici e agli incontri BtoB, che continueranno per tutta la durata della manifestazione,  il primo appuntamento dell’area FederBio è previsto domenica 7 aprile alle 16.00 con un mini corso di conoscenza e degustazione di vini biologici a cura dell’enologo Pier Francesco Lisi, esperto in vini biologici. Un evento quest’ultimo realizzato in collaborazione con ProBio – Associazione Produttori di Vini che verrà replicato anche il giorno seguente alla stessa ora.  Lunedì 8, dalle 11.30 alle 12.30, incontro con Moris Vignali, chimico della Vinicola San Nazaro Srl, che parlerà dei principi della vinificazione biologica.

Martedì alle 11.00 verrà invece presentato il progetto BIØ -EKØ CANTINA/ BIØ-EKØ WINE, un progetto Officinae Verdi – WWF- FederBio per la gestione sostenibile e lo sviluppo di green technology nella filiera biologica vitivinicola italiana.Nel corso della presentazione, verranno illustrati i vantaggi derivanti dall’adesione alla piattaforma: riduzione dei costi energetici, delle emissioni di CO2, dei consumi di acqua, valorizzazione degli scarti produttivi, oltre allo sviluppo delle potenzialità di marketing per l’apertura di nuovi mercati. Le imprese che aderiscono al progetto hanno infatti la possibilità di entrare nel Network–Club delle aziende in collaborazione con WWF e ricevono visibilità nella Piattaforma WEB-Media EKØ Wine | OV | WWF| FederBio|. All’interno dell’incontro, alcune aziende che hanno aderito al progetto o hanno iniziato un percorso di sostenibilità ambientale della filiera produttiva, racconteranno la loro esperienza e i risultati raggiunti. Relatori dell’incontro saranno Giovanni Tordi – CEO Officinae Verdi, ed Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità WWF Italia.

A seguire, dalle 12.00, “Il mercato del vino biologico – Opportunità commerciali della certificazione biologica”, a cura di Roberto Pinton – Segretario Sezione Soci Trasformatori e Distributori FedeBio. Nel pomeriggio il “Desk Energia Verde” a cura di  Officinae Verdi – FederBio dal titolo “Perseguire e abilitare il risparmio energetico”. Giovanni Tordi, CEO Officinae Verdi, Mario Colucci, Director Energy Operations Family & Sme Officinae Verdi dedicheranno un focus specifico al settore viti-vinicolo in base all’esperienza di Officinae Verdi, che prevede una fase di audit energetico-ambientale della cantina, un piano di riduzione dei consumi e la successiva certificazione Carbon. Chiuderà il programma di incontri l’appuntamento di mercoledì 10, sempre con Officinee Verdi, attraverso una Working session one to one con le aziende relativa alle tecnologie e alle soluzioni finanziarie offerte Officinae Verdi.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di FederBio.

Fonte: FederBio, Sinab

Premio Biol: tre aziende di Suolo e Salute tra i produttori migliori al mondo

Si è concluso nei giorni scorsi il 18° Premio Biol, che cpme ogni anno ha premiato i migliori oli biologici italiani. La giuria, composta da 24 esperti olivicoli provenienti da diverse parti del mondo, si è riunita ad Andria il 13 e 14 marzo 2013 scorsi per assaggiare e valutare  gli oli finalisti, scelti al termine della fase di pre-selezione pre-selezione. Alla fase finale hanno preso parte tutti gli oli con un punteggio pari o superiore a 75/100. Tra gli oli premiati, ben tre sono prodotti da aziende controllate da Suolo e Salute: il Biolio dell’Oleificio Trisaia di Rotondella (MT), il Sole di Cajani, dell’Azienda agricola omonima di Caggiano (SA) e l’Olivicola Titerno della Coop.Olivicola Titerno di San Lorenzello (BN), già vincitore dell’Ercole Olivario 2012. Tutti e tre hanno ricevuto sia la Gold Medal (per punteggi superiori a 71/100 e il riconoscimento “Extragold”, introdotto quest’anno in conseguenza dell’altissima qualità dei prodotti presentati alla selezione. L’Extragold, destinato agli oli con punteggio superiore a 77/100, è stato ottenuto da tutti e tre gli oli delle aziende controllate da Suolo e Salute. Tutti gli oli finalisti rientreranno nella Guida BIOL dei Migliori Oli Biologici del mondo 2013, che verrà pubblicata entro il 30 aprile di quest’anno.

Fonte: Suolo e Salute – Premio Biol

La vite ad alberello di Pantelleria candidata come Patrimonio dell’Umanità

Tra le candidature italiane presso l’Unesco per redigere la lista del Patrimonio culturale immateriale, la Commissione Nazionale Italiana ha deciso di candidate la pratica agricola tradizionale della vita ad alberello di Pantelleria. A comunicarlo, il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania che ha dichiarato che si tratterebbe, nel caso l’iter andasse a buon fine, della prima pratica agricola al mondo a far parte della lista. “La candidatura dell’Unesco – ha dichiarato Catania – rappresenta un riconoscimento molto importante. Questa pratica agricola e’ diventata infatti un vero e proprio simbolo di una comunità che, grazie al duro lavoro nei campi, riesce a rinnovare quotidianamente il profondo legame tra l’uomo e la natura, in una terra difficile che nei secoli e’ diventata fonte di vita e sostentamento”. “l’italia – prosegue catania – ha candidato, nelle scorse settimane, i ‘paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato nell’altra lista, relativa dei beni materiali. “Per la prima volta – ha aggiunto- entrambe le candidature italiane nelle due liste prestigiose dell’UNESCO sono legate a paesaggi e pratiche agricole. Questo dimostra che il patrimonio rurale italiano e’ parte integrante dell’intero patrimonio culturale del nostro paese. Un’ulteriore riprova del fatto che l’agricoltura non può essere considerata solo un fattore meramente economico, ma piuttosto come parte essenziale della nostra storia”.

Fonte: Agrapress

Da Silva (FAO): la piccola agricoltura fondamentale per vincere la fame

L’agricoltura su piccola scala è fondamentale per contrastare efficacemente fame e malnutrizione. Questo quanto ha dichiarato , Jose’ Graziano Da Silva , Direttore Generale della FAO, nel corso di un incontro con docenti e studenti dell’Università di scienze Gastronomiche di Pollenzo, fondata da Slow Food. “La produzione su piccola scala, i circuiti locali di produzione e di consumo e il recupero di colture tradizionali sono tutti fattori che giocano un ruolo importante nella lotta alla fame – ha detto Da Silva –  “esistono molte possibilità di cooperazione tra la FAO e l’ateneo stesso per realizzare la visione di un mondo libero dalla fame e sostenibile”.

Fonte: Agrapress

L’Italia? Il paese europeo più sicuro per il consumatore

Una recente indagine Coldiretti/Eurispes assegna al nostro paese il titolo di paese più sicuro da un punto di vista alimentare. Il risultato al termine di un’analisi svolta su oltre 77mila campioni di 582 alimentari differenti, pubblicate nel Rapporto annuale sui residui di pesticidi negli alimenti. Solo lo 0,3% dei prodotti italiani analizzati, infatti, presenta una percentuale di residui chimici superiore al consentito, un valore ben 5 volte inferiore alla pur bassa media europea (1,5%) e di gran lunga più basso della media dei prodotti provenienti da paesi extracomunitari, per i quali invece ben il 7,9% dei campioni ha rivelato valori fuori norma. Secondo quanto riportato dall’indagine  in Europa un prodotto su due è completamente privo di tracce di fitofarmaci, e il 98,4% presenta comunque residui entro i limiti. Percentuale che sale appunto al 99,7% nel caso dell’Italia. Diverso il caso dei Paesi extracomunitari, in cui oltre al 7,9% prima ricordato, balzano agli occhi alcuni casi particolarmente eclatanti. Il record negativo è detenuto dai cavoli cinesi,che nell’83% delle rilevazioni hanno fatto registrare valori oltre il limite ammesso; male anche i broccoli (77% fuori limite) e i pomodori (47%) provenienti dal gigante asiatico. Poco salubri anche uva e pepe indiani (65% e 47% rispettivamente i campioni irregolari), , i piselli sloveni, l’aglio argentino, le patate brasiliane. Un’analisi in cui per la prima volta l’Efsa ha utilizzato il criterio dell’analisi cumulativa del rischio, in grado di misurare gli effetti combinati dell’esposizione incrociata di diversi agenti chimici con proprietà tossicologiche analoghe.

Un risultato ambivalente, quello che emerge dallo studio, perché se da un lato è grande la soddisfazione per il livello qualitativo raggiunto dai nostri produttori, dall’altro aumentano le preoccupazioni relative ai prodotti provenienti dall’estero  spesso competitivi per il prezzo particolarmente basso. Secondo i dati Coldiretti la produzione agroalimentare venduta in Italia ed esportata per un volume d’affari annuo di 51 miliardi di euro proviene infatti anche  da  materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio “Made in Italy”. Ben il 40% del frumento duro usato per produrre la pasta proviene infatti dall’estero  percentuale che sale al 60% nel caso del frumento tenero usato per produrre il pane, al  35% della carne suina da consumare fresca o da trasformare in salumi e prosciutti e il 45% del latte per prodotti lattiero caseari. Tra l’altro nel 2012 sono stati importati dalla Cina oltre 80 milioni di chili di pomodori conservati che, in seguito alla lavorazione industriale, sono divenuti prodotti Made in Italy”.

Fonte: AIOL

Alla Venaria Reale (TO) le foto del concorso “Ri-scatti della terra”

Al termine del concorso fotografico Ri-scatti della terra, bandito dalla Regione Piemonte nell’ambito del piano di comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, si è inaugurata giovedì scorso 21 marzo l’omonima mostra fotografica, presso La Venaria Reale (http://www.lavenaria.it), in provincia di Torino. Il concorso, rivolto a tutti gli appassionati di fotografia, si proponeva l’obiettivo di restituire, attraverso gli scatti dei partecipanti l’immagine dell’agricoltura attuale e dei cambiamenti in corso. Una nuova identità sociale e culturale dell’agricoltura, ancora poco riconosciuta, che la Regione ha inteso valorizzare attraverso questa iniziativa. In particolare, erano previste otto diverse categoria descrittive di altrettanti ambiti dell’agricoltura: Ri-scatti tecnologici (innovazione tecnologica in agricoltura), Ri-scatti sostenibili (agricoltura sostenibile), Ri-scatti elementari (i 4 elementi: terra, aria, fuoco, acqua), Ri-scatti dai margini (il mondo rurale delle terre alte, la montagna), Ri-scatti femminili (l’agricoltura al femminile), Ri-scatti sociali (fattorie didattiche, agrinidi, agricoltura multifunzionale), Ri-scatti giovani (i giovani agricoltori) e Ri-scatti animali (zootecnia e allevamento). Le oltre 80 immagini esposte, tra le quali i vincitori nelle varie categorie così come deciso dalla giuria tecnica del concorso, saranno visibili fino al 5 maggio prossimo.

Fonte: AIOL